Caritas/In duemila nel girone dell’estremo bisogno
IL SINDACO/“MI SENTO CON LE SPALLE AL MURO”
PICCOLI SEGNI/Abbiamo avviato il progetto dei “voucher”, i buoni lavoro, riuscendo a garantire 500 euro a 137 persone impegnate in lavori utili alla comunità e per la durata di 50 ore.
Dal giugno scorso Squinzano è governata dal centrodestra del Sindaco Mino Miccoli, il quale con la solita franchezza non ha esitato a dire la sua sulla povertà a Squinzano. “L’aspetto più mortificante della mia breve esperienza lo vivo il giovedì, quando al Comune ricevo il pubblico.
Per il 95% sono assalito da richieste di lavoro. Si tratta di giovani con la sacrosanta premura di entrare nel mondo del lavoro, ma anche di persone licenziate che avvertono tutti i rischi di rimanere tagliati fuori dal mercato del lavoro. Mi sento con le spalle al muro! Nel mio territorio non ci sono aziende che possano assumere; non ne aprono delle nuove e le poche che resistono non assumono, anzi sono costrette a licenziare”.
Una situazione che non offre prospettive, eppure il Sindaco non si rassegna a non immaginare un futuro migliore per Squinzano.
“Con la mancanza di lavoro si impoverisce la città nel suo insieme; è sul settore lavorativo che ho chiesto a tutti i miei collaboratori di puntare ogni attenzione. Abbiamo deciso di non ricorrere mai alla vecchia pratica della contribuzione a pioggia: si interverrà solo in casi eccezionali, quando bisognerà dare ristoro a spese sostenute per malattie gravi. Abbiamo avviato il progetto dei “voucher”, i buoni lavoro, riuscendo a garantire 500 euro a 137 persone impegnate in lavori utili alla comunità e per la durata di 50 ore: è niente, ma si tratta di ricompensare un’opera prestata”. Almeno la dignità è salva! Il Sindaco Miccoli ha comunicato che è stato pubblicato il nuovo bando per le case popolari, così forse si potrà avere una fotografia più attuale della povertà di Squinzano, perché l’altra grande questione dopo il lavoro è sicuramente la casa.
“Registro che tante coppie non si sposano e che tante altre finiscono con il separarsi per problemi economici. Sono constatazioni che mi mortificano ed immagino pure che ci saranno tante altre persone che hanno serie difficoltà economiche e non lo dicono a nessuno per un senso di pudore civile. Bisogna far emergere i casi di povertà sommersa, anche perché questo impoverimento diffuso sta determinando una devastazione di natura culturale. Ho scoperto che non siamo stati in grado di garantire l’acquisto dei libri di testo per aver avuto dalla Regione la metà esatta della somma necessaria”.
















