Pubblicato in: Gio, Ott 17th, 2013

Caritas/In duemila nel girone dell’estremo bisogno

IL SINDACO/“MI SENTO CON LE SPALLE AL MURO”

PICCOLI SEGNI/Abbiamo avviato il progetto dei “voucher”, i buoni lavoro, riuscendo a garantire 500 euro a 137 persone impegnate in lavori utili alla comunità e per la durata di 50 ore.

Dal giugno scorso Squinzano è governata dal centrodestra del Sindaco Mino Mic­coli, il quale con la solita franchezza non ha esitato a dire la sua sulla povertà a Squinzano. “L’aspetto più mortificante della mia breve espe­rienza lo vivo il giovedì, quando al Comune ricevo il pubblico.

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Per il 95% sono assalito da richieste di lavoro. Si tratta di giovani con la sacrosanta pre­mura di entrare nel mondo del lavoro, ma anche di persone licenziate che avvertono tutti i rischi di rimanere tagliati fuori dal mercato del lavoro. Mi sento con le spalle al muro! Nel mio territorio non ci sono aziende che possano assumere; non ne aprono delle nuove e le poche che resistono non assumono, anzi sono costrette a licenziare”.

Una situazione che non offre prospettive, eppure il Sindaco non si rassegna a non im­maginare un futuro migliore per Squinzano.

“Con la mancanza di lavoro si impoverisce la cit­tà nel suo insieme; è sul settore lavorativo che ho chiesto a tutti i miei collaboratori di puntare ogni attenzione. Abbiamo deciso di non ricorrere mai alla vecchia pratica della contribuzione a pioggia: si in­terverrà solo in casi eccezionali, quando bisognerà dare ristoro a spese sostenute per malattie gravi. Abbiamo avviato il progetto dei “voucher”, i buoni lavoro, riuscendo a garantire 500 euro a 137 perso­ne impegnate in lavori utili alla comunità e per la durata di 50 ore: è niente, ma si tratta di ricompen­sare un’opera prestata”. Almeno la dignità è salva! Il Sindaco Miccoli ha comunicato che è stato pubbli­cato il nuovo bando per le case popolari, così forse si potrà avere una fotografia più attuale della povertà di Squinzano, perché l’altra grande questione dopo il lavoro è sicuramente la casa.

“Registro che tante coppie non si sposano e che tante altre finiscono con il separarsi per problemi economici. Sono constatazioni che mi mortificano ed immagino pure che ci saranno tante altre persone che hanno serie difficoltà economiche e non lo dico­no a nessuno per un senso di pudore civile. Bisogna far emergere i casi di povertà sommersa, anche per­ché questo impoverimento diffuso sta determinando una devastazione di natura culturale. Ho scoperto che non siamo stati in grado di garantire l’acqui­sto dei libri di testo per aver avuto dalla Regione la metà esatta della somma necessaria”. 

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