Carlo Maria Martini/Quando invitò i giovani leccesi a toccare ‘Il Lembo del mantello’
NELL’AULA MAGNA DELL’ATENEO E PER COMMEMORARE I 25 ANNI DELLA COMUNITÀ EMMANUEL.
Nell’anno 2005 il card. Carlo Maria Martini è stato invitato a Lecce per commemorare i 25 anni della Comunità Emmanuel. Presso Le Sorgenti ha parlato agli ospiti e poi ha concelebrato con mons. Ruppi in Cattedrale. Ha incontrato pure studenti ed operatori della comunicazione sociale presso l’Aula Magna dell’Ateneo talentino Palazzo Codacci Pisanelli in un memorabile incontro, del qual ora pubblichiamo un resoconto inedito.
Il Ricordo/Promessa e Speranza anche per Te
Un Capolavoro del Signore
Il Padre mio opera sempre; anch’io opero… (Gv 5,17). Ignorare Dio ela Sua opera o contrapporsi a Lui significa impedirGli di fare le meraviglie (i mirabilia Dei) che Lui vuole offrire a tutti noi, e precipitare così il mondo nel caos dell’ingiustizia e della corruzione che tanto stiamo soffrendo, a livello mondiale, ai nostri giorni.
Permettere a Dio di operare secondo il Suo Disegno d’Amore significa permetterGli di fare i Suoi capolavori: il Card. Carlo Maria Martini è un Capolavoro di Dio! Nella schiera dei grandi Testimoni della nostra epoca (Padre Pio, Madre Teresa, Giovanni Paolo II°, Chiara Lubich…), Carlo Maria Martini ha il suo posto proprio, originale, dal quale parte e risuona limpida, concreta, dolce e potente, la Parola di Dio a cui ha dedicato tutta la sua vita. L’ho conosciuto tra i miei confratelli gesuiti nei miei anni di studio a Roma, alla Pontificia Università Gregoriana.
Con un gruppo di questi confratelli (impegnati in un corso di esercizi spirituali ignaziani coniugati con la preghiera del Rinnovamento Carismatico) l’ho incontrato nei primi tempi del suo ministero come Arcivescovo di Milano: ci venne a trovare, si inginocchiò sul pavimento, lo circondammo pieni di ammirazione e di affetto, pregammo su di lui, come i gruppi di RnS usano fare, perché lo Spirito Santo lo tenesse libero da ogni ansia umana e animasse di Vangelo il suo servizio pastorale; terminammo nella commozione, contemplando, oltre i veli, il Signore che si fa presente tra noi operando in tanti modi… Gli parlai più volte a tu per tu, dicendogli che sentivo determinanti per il mio cammino la sua Parola e la sua Testimonianza: mi ascoltava attento e rispondeva con poche parole che andavano a segno. Non potevo non parlargli della Comunità Emmanuel, che prese a seguire da vicino e che visitò di persona più volte nelle attività e iniziative Emmanuel di Milano e di Cassano Magnago (VA). Gli sottoposi il progetto delle SORGENTI – I.S.M.S. (Istituto di Salute e Medicina Spirituale), ricevendo la sua approvazione e mettendo a frutto i suoi preziosi consigli.
Gli chiesi, poi, di venire a Lecce per il 25° anno della Comunità Emmanuel: accettò, disponibile e affettuoso, offrendosi nella nostra città alle domande non solo dell’Emmanuel, ma della Chiesa di Lecce, della società civile, in particolare dei giovani studenti accompagnati dai loro insegnanti. Caro Padre Martini, come ringraziarti? Certamente impegnandomi a camminare sui sentieri della Parola che hai seguito tu e hai tracciato per tutti noi, aprendo piste rispettose e possibili per tutti, credenti e non credenti. Affido nuovamente ora, al tuo Cuore di Padre e Maestro, non solo la mia vocazione e missione nella Compagnia di Gesù, e non solo la Comunità Emmanuel! Nella Chiesa, nella società, nei giovani di Lecce e del Salento, il Signore possa ancora compiere i Capolavori di cui tu conosci il segreto.
Il tuo piccolo confratello Mario Marafioti s.j.
Il carisma della Parola
Un colloquio con la Cittàda educatore che ama parlare con i giovani, una lectio da esperto della comunicazione di massa, una testimonianza da Pastore chiamato ad annunciare la Parola mediante le parole della quotidianità: nel novembre 2005, Carlo Maria Martini ha offerto a Lecce una straordinaria testimonianza della propria attenzione alla formazione umana, culturale e cristiana delle nuove generazioni, offrendo una lettura sapienziale delle dinamiche sociali con la sagace cultura massmediale già dimostrata ne Il lembo del mantello. E così ha narrato del suo essere pastore impegnato a sviluppare un autentico colloquio d’amore con tutti con un incessante atteggiamento d’indagine che unisce credenti e non credenti. Ammaliando l’uditorio da teologo e biblista fornito dell’esperienza accademica di docente e di prestigioso rettore.
Ricordando con intimo trasporto don Tonino Bello e mostrando di aver trovato nel profondo del proprio animo il punto d’incontro di una spiritualità maturata dalla fede illuminata dalla prolungata ruminazione della Parola e dalla coinvolgente riflessione sulle sfide della contestazione e del terrorismo e dalle tante forme di crisi. Ha ascoltato, ha rivendicato la dimensione contemplativa della vita, ha invocato un franco colloquio con chiunque vive dubbi e problemi. Soprattutto, si è rivelato servo della Verità.
Adolfo Putignano
















