Carlo Maria Martini/Quando invitò i giovani leccesi a toccare ‘Il Lembo del mantello’
È, poi, Padre Mario Marafioti a rivolgere al cardinale una domanda sul suo itinerario formativo: “Da quando Lei aveva 7 – 10 anni sino all’adolescenza, cosa l’ha aiutata a crescere?” “Ricordo che quando ero ragazzo”, risponde Martini, “mi dicevano che la Bibbia è Parola di Dio e capivo che bisognava leggerla, ma era rarissimo trovare la versione in italiano. Cercando almeno un Nuovo Testamento, finalmente mi sono messo a scorrere i vari libri. E, siccome frequentavo gli studi classici e apprezzavo moltissimo la letteratura, mi domandavo: Ma la Bibbia è in prosa o in poesia? Cominciai, poi, a leggere il libro di Giobbe: era molto bello, ma capii solo qualche parola… A poco a poco l’ho conosciuta approfonditamente e l’ho amata. Tuttavia, solo a Gerusalemme ho vissuto anni fecondi di ricerca biblica. Proprio parlando della città da lui tanto amata, precisa la sua esperienza ed allarga il discorso sul tema della convivenza pacifica: “A Milano sono stato 22 anni e 5 mesi: Proprio come il Vescovo S. Ambrogio. Ora abito gran parte dell’anno a Gerusalemme, dove ho appreso che, se gli uomini non imparano a vivere tra loro senza odiarsi e a non ghettizarsi ma cercando di stimarsi a vicenda, non saranno in grado neanche di convertirsi. Di conseguenza ciò porta allo scontro di civiltà, come da anni sono testimone. Fondamentale si rivela, pertanto, una corretta e rispettosa comunicazione”.















