Carlo Maria Martini/Quando invitò i giovani leccesi a toccare ‘Il Lembo del mantello’
Nella sua risposta, il presule sottolinea che: “Irene ha fatto una requisitoria abbastanza severa”, dichiarando: “Sono d’accordo, ma vorrei sottolineare qualche diversità. Qualcuno mi ha aveva già stimolato a porre una tale requisitoria, per denunciare i danni, ma ho riflettuto che se i mass media sono in parte devianti dipende dal fatto che la società ha i mass media che si merita poiché non sa comunicare nella vita civile. I mass media, infatti, non fanno che ingigantire i difetti della società…”. In secondo luogo, Martini riconosce che “È difficile spegnere o fare a meno della TV: io sopravvivo spegnendola. In Israele, ad esempio, nel giorno del Kippur i mass media tacciono e la gente vive meglio con il digiuno televisivo”.
Una ascoltatrice, Ilaria Lopane, dello Scientifico “De Giorgi” di Lecce, interviene: “La TV, con la sua presunta potenza di veridicità, può ottenere un giudizio positivo solo limitandosi a un momento d’incontro e se affiancata alla potenzialità educativa dei libri. Le immagini dello schermo non stimolano la riflessione… Qualcuno parla di potere dello spettatore per la selezione dei programmi, ma, se questi hanno scarsi contenuti per la corsa all’audience nello stimolare l’emotività dello spettatore e per la potenza dei gruppi economici, la scelta è limitata dal desiderio di svago del telespettatore…”.
Marcello Favale pone un quesito: “Lei si è risparmiato tutti i reality, lo scriverebbe ancora? “Già la ragazza”, esordisce nel rispondere il cardinale, “ha fatto una requisitoria forte. Ricordo la meraviglia della TV quando essa è nata: si pensava che portasse una grande oggettività…, ma, se ho scritto questo sulla Lettera pastorale Il lembo del mantello, è perché sono fermamente convinto che è possibile passare dal ruolo di massa a quello di soggetto attivo. Occorre proprio uscire dalla massa, perché è importante essere soggetti attivi e critici. Se la riscrivessi, forse aggiungerei il racconto sulla cacciata dei venditori dal Tempio, in quanto alcuni sono venditori della comunicazione. La riscriverei con la fiducia che, essendo oggi più smaliziati dinanzi alla TV, possiamo passare dalla mediocrità al rango di persone critiche ed attive”. Riprende nuovamente la parola Mario Signore, domandando: 15 giorni fa questa Università ha avuto tra noi laureati illustri Eugenio Scalfari che ha insistito molto sulla relatività della notizia e la verità. Si è dichiarato apertamente ateo, perché l’ateismo aiuterebbe a svolgere l’attività giornalistica evitando l’assolutismo. Nella confusione di opinioni sembrerebbe che sia garantita la libertà.
















