Cassazione: scagionato Don Cesare/Il difficile cammino della Carità
Come sta concretamente e magistralmente insegnando Papa Francesco e da tempo operando la nostra Chiesa locale, si tratta di propugnare un nuovo sistema di sviluppo proteso a colmare le disuguaglianze con stili di comportamento individuale e sociale opposti alle scelte del consumismo e della ricerca del superfluo, esprimendo in spirito di vera comunione con tutti la forza rivoluzionaria dell’amore.
La vicenda di Don Cesare ci induce pure a trarre un’evidente conclusione: da parte degli strumenti di comunicazione sociale bisogna davvero non incorrere in superficiali giudizi mediatici e svalutare preventivamente elementi importanti. Come non tenere nel dovuto conto il fatto che egli ha sempre espresso con forte convinzione la sua innocenza e, inoltre, ha affrontato la prova del tempo con un’ incessante scelta di privilegiare i poveri pure in Moldova?
Nell’ambito ecclesiale, poi, si deve considerare che egli è rimasto in continua relazione con la propria comunità cristiana di origine. La sua dinamica laboriosità deve essere riletta, pertanto, nel contesto dell’attività di diocesi, parrocchie, aggregazioni, battezzati che con modalità differenti operano nelle Caritas impiantate profondamente sul territorio e investono nella solidarietà tanto volontariato ed amore. Ora, per tutti i credenti, a cominciare da ciascuno, si rafforzano ancor più il proposito e la generosa dedizione di donarsi maggiormente nelle secche di povertà più intense.
Adolfo Putignano















