Pubblicato in: Ven, Nov 29th, 2013

Cattolici e Società/La giustizia sociale: tra Davide e Golia

Lottare per ridurre le diseguaglianze fisiche significa uomini e donne che, nelle loro diverse appartenenze culturali e religiose, avvertono la responsabilità di costruire insieme una società equa e solidale. Lottare per ridurre le disuguaglianze intellettuali significa lottare contro un egualitarismo ideologico che rende difficile o impedisce alla persona perfino una scelta di libertà nell’educare e nell’educarsi.

Non c’è bisogno di sognatori ma di uomini e donne che all’arroganza di poteri economici, finanziari e ideologici rispondano con le idee e con i fatti che è possibile scrivere un’altra storia. È ancora il tempo di Davide contro Golia. Non un’immagine consolatoria, ma un impegno radicato in quella piccola speranza di Peguy che sembra incapace di reggersi sulle proprie gambe mentre è lei, nella sua apparente fragilità, a sostenere le sorelle maggiori, la fede e la carità, sulle strade del territorio e del mon­do.

Davide e il gigante Golia

Davide e il gigante Golia

La lotta senza quartiere alle diseguaglianze trae forza da questa fragilità apparente. Occor­re, però, che diventi una scelta più condivisa e, per questo, la dottrina sociale della Chiesa nel richiamarla bussa alla porta della coscienza di tutti per chiedere un supplemento di corag­gio, di anticonformismo, di genialità. Si tratta di mettere in discussione quella che Papa Francesco chiama l’idolatria di un profitto e di un mercato fini a se stessi.

francesco

Hanno raggiunto il successo economico valorizzando il bene più grande dell’impresa: la persona, anche quella più fragile. È ora importante che queste “primizie”, alimentate dalle “differenze” facciano rete, diventino cultura, provochino crepe nei muri delle certezze di un’economia e di una finanza che hanno tradito le attese dei più poveri e dei più deboli. Facciano crepe anche nel muro del pianto, pur comprensibile e giustificabile, che si erge attorno a una crisi infinita ma che non può essere un segno di speranza e non incoraggia la ripresa.

In queste “differenze” sono soprattutto i giovani che, di fronte ad adulti un po’ smarriti o assenti, non si ergono a loro giudici ma decidono di costrui­re il futuro con le loro idee e le loro mani. È fatta soprattutto dai giovani quella “convivialità delle differenze” che in modo davvero originale viene trasmessa da questo Festival della dottrina sociale che ha l’ambi­zione di essere una “primizia” che annuncia frutti maturi. Con l’ambizione, soprattutto, di trasformare la sfera in poliedro. 

Paolo Bustaffa

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti