Pubblicato in: Ven, Giu 5th, 2015

Cavallino/Santuario della Madonna del Monte

Tante Chiese antiche sparse sul territorio dedicate alla Madonna testimoniano le influenze dell’Oriente sull’Occidente.

L

Nel corso dei secoli XVII- XVIII quasi la totalità delle Chiese della Diocesi, subirono trasforma­zioni strutturali e mutamenti profondi tanto nel culto come nell’edilizia sacra. Alla esisten­te iconografia greco-bizantina fu introdotto un nuovo orien­tamento ed anche un nuovo stile accentuando l’elemento latino-barocco. Nell’immenso cantiere della Controriforma cattolica si impose il Vescovo di Lecce, Luigi Pappacoda. L’appellativo di “chiesa madre” è naturalmente una metafora che rimanda alla funzione ge­neratrice delle persone per cui suppone consapevolezza di es­sere stati generati alla fede. Nel corso del tempo anche i figli, diventati adulti, svolgeranno la funzione generatrice alla fede ed è così che nascono le nuove chiese e quindi la missione. La diocesi di Lecce appartiene alla prima ora dell’era cristia­na per cui di secoli ne conta veramente tanti. Lo scrittore Edmondo De Amicis diceva della sua mamma: “mia madre ha 60 anni e più la guardo e più mi sembra bella”; la Chiesa di Lecce ha quasi duemila anni e “più la guardo e più mi sembra bella” nonostante il suo volto sia segnato da rughe profonde, da polvere e sofferenza. La Provvidenza che governa il mondo ha voluto Lecce aperta al mondo intero fin dalle sue origini essa è messapica, greca, romana, cristiana, normanna, angioina. Lo testimoniano i vari reperti archeologici, i due anfiteatri greco e romano, il porto marittimo dell’Impe­ratore Adriano, gli scritti di San Paolino da Nola, i molti santuari.

CAVALLINO

Nel Salento, grazie al mare Adriatico, si congiungono l’Oriente con l’Occidente. Lo confermano l’onomastica spes­so bizantina come ad esempio San Nicola, San Basilio, San Foca, San Niceta, San Grego­rio, Santa Irene, Santa Caterina; lo confermano gli antichi santuari della Madonna con le loro suggestive denominazioni come la chiesa di Santa Maria del Monte a Cavallino, Santa Maria del Pane a Novoli, Santa Maria delle Cerrate a Squin­zano, Santa Maria d’Aurio a Surbo, Santa Maria Madre di Dio a Roca; lo conferma­no le cripte e le chiese rupestri nelle quali sono esposte tante corrose immagini della Madre di Dio come a Borgagne, a Novoli . Faccio una sosta presso il santuario di Santa Maria del Monte a Cavallino. Mi accompagna nella visita l’artista del luogo Giovanni Rollo il quale mi riferisce sul profondo legame esistente an­cora tra il popolo di Cavallino e la Madonna del Monte. All’ingresso laterale della chiesa, sulla porta, è ben visi­bile l’originale epigrafe scritta in lingua greca. All’interno è esposta l’icona della Madre di Dio di chiara fattura bizantina. L’originale protezione della Madre di Dio su Cavallino fu rimpiazzata da San Domenico di Guzman nel colmo dell’en­tusiasmo controriformista di marca domenicana (sec. XVII).

CAVALLINO-2

Più che di un monte si tratta di una semplice altura appena fuori l’abitato. Un edificio alterato nel suo impianto ori­ginale. Nella Bibbia il monte è sempre un luogo preferito da Dio per rivelarsi all’uomo. Sono a tutti noti: il monte Sinai (= Il decalogo), il monte delle Beatitudini (= La nuova legge), il monte Tabor (= La Metamor­fosi di Gesù), il monte Calvario (= La Crocifissione e Morte di Gesù). La Madonna del monte a Cavallino evoca l’Alleanza tra Dio e il suo popolo e trova felice riscontro nella pratica di questo popolo che annual­mente, ogni prima domenica di maggio, continua a radunarsi qui per rinnovare l’alleanza con la Madre di Dio che è pure Madre della Chiesa. La madre Chiesa continua a radunare persone vere, alcune delle quali sono giunte da tempo a destinazione lasciando a noi il profumo del loro vivere sem­plice. Alcune di queste persone sono più note con l’appellativo di santo e santa; altre persone sono anonime. Le une come le altre, insieme, formano l’unica Chiesa di Dio, realtà divino-umana, celeste e terrestre.

Antonio Febbraro

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti