Pubblicato in: Ven, Ago 24th, 2012

C’era una volta la Festa

PRESENZA E TEMPO

Mi piace iniziare questi “asterischi” sulla festa, con una definizione che diede Aldo Capitini, intellettuale laico ma con forte sensibilità religiosa, tanto da crearela Marcia della Pace Perugia-Assisi. Definì così la festa: “Ecco la festa. Per noi essa è composta da due elementi: uno è questa presenza di tutti, vivi e morti, vicini e lontani, per cui ci apriamo con reverenza alla nonmenzogna e alla nonviolenza; l’altro è questo essere al di là dei limiti, dai vecchi limiti del dolore, del peccato, della morte in una serenità che è anche oltre la gioia. Perché è Dio che dall’in­timo si apre a tutti e rinuncia ad un nome pro­prio, appunto per essere più vicino a tutti”. 

TRA GLI ANNI ‘40 E ‘50

Dei tre giorni di festività di quand’ero bambi­no (parlo degli anni a cavallo tra 1940 e 1950), ricordo la processione, l’illuminazione aggiunta su tutti i balconi del centro storico, che poteva essere data dai lampioncini di car­ta veneziani, con candeline o lumini interni accesi. Altri ricordano le lucerneddre della canzone cantata da Tito Schipa e Franco Perulli, e che erano di terracotta. Così erano inevitabili le statue argentate di terracotta dei tre santi, alte dai 5 ai10 centimetri. Ma comunque non posso dimenticare, spetta­colo nello spettacolo, Tito Schipa seduto ai tavolini dell’Alvino o, dopo, del Caffè della Borsa. Egli veniva ogni anno nella sua città, spesso ingrata nei suoi confronti, per gustarsi la festa. Non mancava mai. Anche perché alla fine della manifestazione religiosa c’era la banda che, dalla cassa armonica, faceva ascoltare romanze di opere.

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