Pubblicato in: Ven, Mar 14th, 2014

Che cosa resta dopo la Festa della Donna?

Dopo gli incontri e le manifestazioni una riflessione oltre l’8 Marzo.

CENTRO ANTIVIOLENZA RENATA FONTE

MARIA L. TOTO: LA VIOLENZA NON È UN DESTINO PER DONNE 

“Riteniamo che sia fondamentale innanzitutto educare alla cultura della legalità, della non violenza e del rispetto tra le persone, siano esse uomini o donne”. 

La violenza “non è un destino per donne” suona come un presagio di bene l’afferma­zione della dottoressa Maria Luisa Toto, Presidente dell’associazione “Donne Insieme” e del “Centro Antiviolenza Renata Fonte” di Lecce, con la quale co­minciamo un viaggio al centro della struttura che da anni si prende cura di tante donne in difficoltà.

“Nel 1998 alcune donne profes­sioniste – afferma la Toto – si sono ritrovate spinte dal “bisogno” di mettersi insieme, per promuovere sul territorio la cultura della legalità e della non violenza. Abbiamo avuto l’opportunità – ci rivela la dottoressa Toto – di conoscere l’allora procura­tore della direzione antimafia Pier Luigi Vigna, che ci ha indicato la strada da percorrere, in un territorio in cui esisteva il fenomeno della violenza soffocata dalla cultura del silenzio. Abbiamo dato vita, così, al Centro Antiviolenza e lo abbiamo intitolato a Renata Fonte convinte e consapevoli che sarebbe stato un percorso molto complesso e molto delicato, perché avevamo già le idee chiare sul fatto che la violenza contro le donne si consumava, soprattutto, tra le mura domestiche. Non è stato facile però con forza e coraggio l’8 marzo del 1999, abbiamo fatto la no­stra prima uscita pubblica con il Convegno a livello provinciale nominato “Il coraggio delle donne”, perché sapevamo che il coraggio sarebbe stato il perno sul quale sarebbe stata possibile la rinascita”.

toto

La Presidente Toto ci svela il magi­strale lavoro di chi lotta per strappare il velo della violenza dalla vita di tante donne. “La maggior parte dell’invio delle richieste d’aiuto avviene attraverso il numero verde nazionale 1522, di cui facciamo parte dal 2007, con­giuntamente alla rete anti-violenza nazionale del Dipartimento delle Pari Opportunità. In questi 15 anni raramente, o quasi mai una donna è venuta a bussare alla porta del Centro fisicamente, ma si è approcciata quasi al 100% attraverso la linea telefonica, una modalità che garanti­sce la riservatezza e l’anonimato. Le operatrici trasmettono fiducia e per questo le donne sanno di non essere abbandonate a se stesse e che posso­no iniziare a fidarsi e ad affidarsi a professioniste della cultura di genere. Dopo il primo colloquio ne seguono altri sempre telefonici sino a quando la donna non è pronta a varcare la so­glia del centro, dove riceve conforto psicologico e sostegno giuridico”.

Professioniste serie e motivate che scrivono pagine di vita per un futuro diverso per le donne e gli uomini di domani. “La prima azione che abbiamo fatto, conclude la dottoressa Toto, non è stata quella di accogliere una donna ma quella di uscire per andare a trovare i giovani nelle scuole, e in questo siamo state pioniere. Poiché siamo convinte che la violenza e quindi il femminicidio affondino le loro radici nella discriminazione di genere, riteniamo che sia fondamen­tale educare innanzitutto le nuove generazioni alla cultura della legalità, della non violenza e del rispetto tra uomo e donna”.

Maria Rosaria Contaldo 

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