Che cosa resta dopo la Festa della Donna?
UN INCONTRO PER PARLARE DI DIRITTO
DALLA POESIA ALLA CRONACA
La “violenza di genere” è una fattispecie complessa, un’articolata manifestazione di aspetti che si miscelano fra loro in maniera difficilmente separabile e, per essere ben intesa, non può avere un’unica chiave di lettura in quanto necessita di un supporto interdisciplinare che consenta di avere una visione d’insieme. Com’è emerso alla giornata di studio su “MALamore, dalla poesia alla cronaca”, organizzata a Monteroni dall’Associazione Il Faro sabato 8 marzo, il femminicidio non riguarda solo le donne ma soprattutto gli uomini: maschi fragili, vulnerabili, spesso vittime del loro vissuto.
Il susseguirsi di eventi di gravissima efferatezza in danno di donne hanno creato intanto un vero e proprio allarme sociale che ha richiesto l’intervento del legislatore che ha risposto varando – in meno di cinque anni – ben quattro provvedimenti normativi finalizzati a porre un argine agli episodi di violenza contro le donne.
Sebbene anche la recente legge n.119/2013, ha tentato di disciplinare in maniera più completa e puntuale la violenza di genere, sia dal punto di vista civile che penale, tanto resta da fare per assicurare alla giustizia coloro che si macchiano dei reati più efferati e garantire alle vittime protezione e sostegno materiale e psicologico.
Spesso, è stato sottolineato dal’intervento dai qualificati relatori intervenuti tante donne non conoscono i mezzi di cui possono disporre per trovare il coraggio di reagire e per uscire dalla condizione in cui versano, non conoscono gli enti, centri antiviolenza, associazioni e istituzioni a cui rivolgersi per chiedere aiuto e assistenza. Partendo dalla proiezione di un cortometraggio “Le storie che so di lei” si è, inoltre, inteso rendere protagoniste donne salentine, vittime di violenza nelle mura domestiche, che hanno trovato la forza e il coraggio di reagire solo vedendo la propria paura scritta negli occhi dei loro figli.
Maria Rosaria Imbriani
















