Pubblicato in: Gio, Ago 2nd, 2012

CHEVA: LECCESE A TUTTO TONDO. OBIETTIVO 100 GOL CON IL LECCE

RITRATTO FAMILIARE

Sono stati tantissimi, si sa, i successi calcistici conquistati da Chevanton. Ma quelli più importanti li ha ottenuti come uomo. Diremmo, come un uomo dallo spirito e l’orgoglio tipici di un salentino: attaccato alla famiglia ed al proprio dovere. Ed il Lecce-calcio ed il Salento lo hanno premiato, facendolo diventare padre di due deliziose bambine. Tre anni fa, infatti,  ha sposato Sandra, una bellissima ragazza, figlia di un altro campione di calcio: Pasquale Bruno. E Sandra, come detto, gli ha regalato due belle bimbe: Sofia (3 anni) e Sara (7 mesi). Una bella famigliola, insomma. “Sì, la mia è davvero una bella famiglia che haradici in diverse parti del mondo. Come tutti sanno, io sono nato in Uruguay, mia moglie a San Donato, le mie due figlie:Sofia  in Spagna e Sara in Argentina. Mi manca un figlio salentino. Ebbene, ci penseremo quanto prima….

“Ho sofferto quest’anno insieme con i tifosi per l’amara retrocessione”

Insomma,  mi sento un leccese a tutto tondo. E questo mio secondo ritorno a Lecce mi ha riempito di una gioia davvero senza limiti”.

IL FUTURO 

“Ho 31anni, quasi 32 – confessa Chevanton – e son convinto di poter giocare a pallone per molto altro tempo ancora. Ho sentito qualche malalingua dichiarare che, ormai, sono rotto e che, quindi, non posso più dare molto al Lecce ed al calcio. A costoro dico che si sono sbagliati di grosso. Sono stato, e ne sono fiero, lo straniero più prolifico del Lecce. Ebbene, per rispondere a chi mi considera“finito”, ricordo loro di aver fissato due tappe fondamentali nella mia carriera calcistica: oltre a giocare per molti altri anni, con la maglia giallorossa segnerò tanti gol fino a toccare quota 100. Non è un bluff: prima di lasciare il Lecce ed appendere eventualmente appendere le scarpe al chiodo taglierò il traguardo dei cento gol. Ed è una promessa che manterrò con certezza”.

E’ un calciatore felice, rinato nell’animo e nella voglia di stupire ancora i suoi numerosi fans. “Quest’anno ho sofferto insieme con i tifosi leccesi l’amara retrocessione del Lecce . Peccato. Anche perché,con un pizzico di organizzazione in più,  ci saremmo potuti salvare. Comunque, nulla è perduto. Mi auguro che il Lecce possa rimanere in B e non sprofondare in Lega Pro. Io non credo che il presidente Semeraro si sia potuto macchiare di una così pesante colpa, comprando il derby. Quella è una gara speciale per tutti e, quindi, non si può né acquistare, né truccare. Sono fiducioso, perciò, che il Lecce, nella prossima stagione,giocherà in serie B.

“Il dolore più grande? Due anni fa quando fui mandato via senza spiegazioni”

Come sto fisicamente? Sto recuperando bene e credo che a settembre sarò pronto e comple.tamente guarito dall’infortunio al tendine d’Achille. Stiamo lavorando sodo insieme con il dott. Palaia. Per tutto il resto, ho grande fiducia, ed anzi rivolgo un eterno ringraziamentoalla famiglia Tesoro per avermi accolto come un re, concedendomi grande ed incondizionata fiducia. “Tu starai con noi fino a quando saremo padroni del Lecce”. Un grande gesto d’amore verso la mia persona. Ed io intendo sdebitarmi, regalando loro tutto il mio impegno e la mia voglia in modo da far diventare nuovamente grande il Lecce. Con i Tesoro, secondo me, il Lecce tornerà ad essere una squadra importante e degna di far parte del pianeta calcio nazionale.

Come pure, con i miei gol, spero di poter dare una mano concretaa dirigenti e compagni di squadra per conquistare posizioni di classifica sempre più prestigiose. Questa  nostra città e questi nostri tifosi se le meritano incondizionatamente. E, per concludere, fatemi dire un’ultima cosa: ho conquistato, qui a Lecce, tanti successi e tanta gloria, ricevendo affetto e simpatia da parte di tifosi e gente comune. Purtroppo, però, ho subìto anche uno dei più gravi dispiaceri della mia vita. E’ successo due anni fa, quando sono stato cacciato e mandato via da Lecce senzaavere neppure una spiegazione. E’ stato un dolore che non meritavo. E proprio per ciò mi rimarrà nell’animo per molto altro tempo”.

Umberto Verri

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