Chiesa di Lecce/Affido e Adozione: segni di generosità feconda
I Percorsi proposti dall’Ufficio di Pastorale Familiare a sostegno delle coppie e dei genitori. Un incontro a Lecce.
Anche l’adozione e l’affido rientrano negli obbiettivi della pastorale familiare. Li promuove, indicando i percorsi da seguire, sostiene i genitori che vi ricorrono, in un compito non certo facile sia nel rapporto di coppia, sia con gli stessi nuovi arrivati che all’improvviso si trovano in contesti diversi da quelli d’origine. Ne parlano ormai i documenti del Magistero: “Un’espressione particolarmente significativa di solidarietà tra le famiglie è la disponibilità all’adozione e all’affidamento dei bambini abbandonati dai loro genitori o comunque in situazioni di grave disagio” (Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae, 93). “La scelta dell’adozione e dell’affido esprime una particolare fecondità dell’esperienza coniugale, non solo quando questa è segnata dalla sterilità, segno eloquente dell’amore familiare, occasione per testimoniare la propria fede e restituire dignità filiale a chi ne è stato privato” (Sinodo dei Vescovi, Lineamenta, 58). Essa deve entrare a far parte della formazione degli adolescenti e dei giovani, particolarmente in prossimità della celebrazione del matrimonio, elemento prezioso di una mentalità aperta al dono della vita, non solo accogliendo i figli propri, ma anche quelli privi dei genitori e il più delle volte parcheggiati in istituzioni, che non possono mai avere il calore di una famiglia. Oggi, aumentano i casi di sterilità, senza riuscire a superarli, pur permanendo il desiderio di avere una famiglia completa. C’è chi si rassegna, c’è chi è disposto a ricorrere a qualsiasi mezzo per averli, senza alcun rispetto per l’ordine morale e per la stessa dignità della persona, soprattutto della donna, sostenendo che avere un figlio è un diritto, comunque lo si abbia. È evidente che è necessario esortare a portare avanti una gravidanza, anche indesiderata, aiutando con adeguate istituzioni e risorse.
E, qualora non si volesse o potesse accettare il bambino, fare in modo che venga offerto per un’adozione o affido, nel rispetto delle norme stabilite dal legislatore. Purtroppo, i bambini da potersi accogliere sono pochi nel nostro contesto sociale. Si apre allora la prospettiva di un’adozione internazionale. Ma, è risaputo quante difficoltà bisogna superare: Attese interminabili, una burocrazia asfissiante a volte anche umiliante, più di un viaggio in paesi anche molto lontani, ma soprattutto con costi molto alti, possibili solo a famiglie agiate. Sarebbe auspicabile esercitare una efficace azione presso gli organismi competenti, per stabilire delle convenzioni che facilitino la prassi burocratica e soprattutto anche un adeguato aiuto economico, perché un’adozione possa essere possibile anche per famiglie che non possono contare su proprie risorse. È importante e di grande efficacia pastorale essere accanto a queste coppie che, appena vengono a conoscenza della impossibilità o anche della grave difficoltà ad avere figli propri, vivono quasi sempre in forma traumatica la situazione e non di rado con forti tensioni nella vita di coppia ed esortare a decidersi quanto prima, per un’adozione o affido. Queste famiglie, quando hanno raggiunto il loro sogno, non si possono lasciare sole. Notevoli sono le difficoltà di un rapporto educativo, per il diverso contesto culturale da cui provengono e segnati da profondi traumi. Particolare attenzione la comunità cristiana è chiamata a svolgere favorendo una reale accoglienza nelle sue strutture educative e ricreative, sostenendoli anche nel non facile apprendimento della lingua, aiutandoli nel loro inserimento scolastico, soprattutto nella loro formazione religiosa. A seconda dell’età curerà l’iniziazione alla vita di fede, con saggio discernimento soprattutto per coloro che provengono da contesti religiosi incerti, senza aver ricevuto prima alcuna educazione specifica.
Salvatore Carriero
















