Chiesa: Un servizio d’amore…nella quotidianità
“Dio è morto” dichiara Nietzsche sul finire dell’Ottocento e, con la morte di Dio annuncia il tramonto di ogni valore supremo, religioso ed etico; al posto di Dio il filosofo tedesco auspicava una vera e propria palingenesi che vedeva l’uomo come unica coscienza ed espressione di una realtà sociale caratterizzata dal progresso e dall’armonia sociale.
I due grandi conflitti bellici che si sono succeduti nel secolo scorso, il perdurare ancora oggi di guerre, calamità e carestie, la radicalizzazione degli estremismi ideologici, l’attuale crisi economica, l’acuirsi dei conflitti sociali, la perdita di riferimenti storici e spirituali, hanno invece minacciato alle radici il senso dell’esistenza, provocando una sconfitta storica dell’orgoglio umano e la solitudine dell’uomo.
La Chiesa che cammina insieme a tutta l’umanità lungo le strade della storia , ha voluto sempre dare una dimostrazione di solidarietà nei riguardi della famiglia umana, andando incontro ai bisogni dell’uomo e offrire un cammino di speranza , ritrovando un Dio che è presente accanto all’uomo.
E’ la Chiesa silenziosa che agisce lontano dai clamori della cronaca , ma sempre presente dove vi è un bisogno da soddisfare, una lacrima da asciugare, un dolore da alleviare; è presente con i suoi operatori di pace e di giustizia, persone anonime, confuse tra quella gente che incontriamo ogni giorno, schive nel farsi riconoscere anche da coloro che hanno beneficiato della loro opera, per evitare loro il disagio di sentirsi bisognosi, mai presenti alle cerimonie ufficiali dove si celebra l’ostentazione di se stessi, portatrice non di parole, ma di un sorriso che illumina la solitudine dell’uomo.
E’ soprattutto una Chiesa che non costa nulla, non impone balzelli, non richiede prestazioni obbligatorie, ma agisce nella società per valorizzare i diritti della persona umana, facendo della carità il criterio guida di ogni iniziativa, rivolta all’umanità tutta, credente e non.
A questa Chiesa , coloro che non si professano cristiani ma che pubblicamente si fanno alfieri di un ateismo a loro dire illuminato, evitino di delegare ed esigere l’osservanza di doveri cui loro stessi dovrebbero attenersi per il solo fatto di essere uomini, arrogandosi anche la facoltà di proclamarsi giudici della sua condotta; tengano a mente le parole di Albert Camus che non era certamente un Santo , ma un ateo dichiarato: “Il cristiano ha molti obblighi, ma non spetta a chi li rigetta ricordarne l’esistenza a chi li ha già riconosciuti. Se qualcuno può esigere qualcosa dal cristiano, è il cristiano stesso”.
All’uomo di oggi che ha allontanato Dio dalla propria storia, in nome di un laicismo fariseo e distorto , in un delirio di onnipotenza che si è rivelato un deserto di morte e di solitudine , questa Chiesa ci dice che Dio non è morto ma è presente nella storia accanto all’uomo e parla nel silenzio del cuore e con l’umiltà delle opere.
Giuseppe Mascello
Avvocato















