Pubblicato in: Sab, Giu 2nd, 2012

Col. Vincenzo Di Rella: Evasione Fiscale…nel Salento più controlli che blitz

Economia sommersa, reati tributari, frodi fiscali ed evasioni internazionali, già nel mirino delle fiamme gialle nel 2011, sono destinati a riempire le pagine dei giornali anche nell’anno in corso con il Comandante Provinciale della GdF cerchiamo di capire la situazione salentina.

IL PUNTO/La frode fiscale rientra spesso nella normale prassi di bilancio di solidi piani aziendali

In italia esiste davvero la cultura dell’evasione?

“Il Paese dei Balocchi”. È così che spesso è stata definita l’Italia. Un appellativo più che meritato per un Paese in cui la frode fiscale rientra, indisturbata, tra la normale prassi di bilancio di solidi piani aziendali; un appellativo sin troppo cordiale se perfino avvocati e medici richiedono pagamenti in contanti per non lasciare traccia nei libri contabili. E sono solo alcuni tra i subdoli espedienti che danneggiano l’Italia: all’evasione fiscale, infatti, la società paga un prezzo elevato tanto in termini di tassazione, quanto di mancato sviluppo dell’economia.
Di recente, tra la soddisfazione degli onesti contribuenti e il malcontento di chi per un certo tempo ha “aggirato” l’ostacolo delle tasse, la lotta all’evasione fiscale sta portando i primi frutti.
Dipendenti che denunciano una situazione di irregolarità lavorativa, acquirenti che con sdegno protestano il mancato rilascio dello scontrino fiscale, pazienti che alzano la voce contro professionisti inclini a consigliare un tariffario senza fattura, quasi fosse un optional. Una sorta di task-force popolare che schiera sul campo di battaglia quell’orgoglio sociale generato della campagna contro i “furbetti del fisco” avanzata dal Governo Monti. Ebbene si. Gli italiani sembrano finalmente aver preso sul serio le proposte dell’Esecutivo.
Resta, però, ancora una domanda. L’evasione fiscale deriva realmente dal malessere economico che tormenta il Bel Paese, oppure sarebbe più corretto parlare di “cultura dell’evasione”?

IL SOCIOLOGO/L’universalità dell’egoismo cancella il bene comune

Il momento storico che stiamo attraversando è, come noto, particolarmente delicato. Stiamo pagando (e i più giovani pagheranno il conto più salato) decenni di non scelte, sprechi, incrementi senza limiti della spesa pubblica. Non passa giorno che non si invochi il principio di legalità, anche in materia tributaria, come possibile soluzione della crisi. Pagare regolarmente le tasse è l’unico modo per recuperare parte del sommerso e, così facendo, rimpinguare le casse ormai vuote dello Stato. È, questa, una soluzione certamente condivisibile e sulla quale si deve essere d’accordo visto che solo attraverso le tasse lo Stato può garantire a noi cittadini quei servizi essenziali che ancora oggi offre. Per decenni, l’evasione fiscale ha rappresentato una sorta di valvola di sfogo che consentiva di tenere più denaro liquido in tasca e, quindi, di far circolare con meno problemi la moneta. Questo atteggiamento, però, se sembrava produrre effetti nel breve periodo oggi è chiaro che ha prodotto solo danni. Certamente le pratiche tendenti a impoverire le tasche dello Stato e ad arricchire quelle degli individui si diffondono in contesti segnati da carenze culturali per ciò che riguarda temi delicati come il rispetto della legalità. Il più delle volte, però, il non rispetto delle regole è questione di ignoranza, di incapacità di comprendere, cioè, che alla base delle scelte politiche e legislative vi è (rectius vi dovrebbe essere) l’idea di ‘bene comune’ che va a proiettarsisempre più su uno scenario intergenerazionale. Non ha senso tenere più soldi in tasca per noi e lasciare ai nostri figli solo miseria e debiti. Il bene di una comunità (concetto anch’esso in crisi) si fonda su di un sano rapporto intergenerazionale. Sull’idea che occorre preservare le risorse economiche, culturali, ambientali per coloro i quali verranno dopo di noi. L’evasione fiscale dà soddisfazione nel brevissimo volgere di lampo. Ma rischia di compromettere pesantemente il futuro del nostro sistema politico, sociale ed economico. Non credo che, lombrosianamente, esista una cultura dell’illegalità radicata in un contesto geografico più che in un altro. Credo, più semplicemente, che è l’universalità dell’egoismo a determinare comportamenti che minano alle fondamenta le nostre comunità.

Attilio Pisanò

 

Intervista al Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Lecce/Una percentuale di irregolari vicina al 47%

“SE CI FOSSE PIÙ COLLABORAZIONE DA PARTE DEI CITTADINI

SAREBBE PIÙ FACILE SCOVARE I FURBI CHE EVADONO”

“Nel nostro territorio c’è una struttura produttiva fatta di piccole imprese che si presta con maggiore facilità a illeciti fiscali. Si tratta di reati che potremmo definire di basso profilo”.

Nel primo quadrimestre 2012, la Guardia di Finanza ha scoperto oltre duemila evasori totali in tutta Italia, che avrebbero nascosto allo Stato un reddito complessivo di oltre 6 miliardi di euro, cui si aggiungono oltre 650 milioni per l’Iva non versata. In questo panorama nazionale, si susseguono incalzanti controlli dal nord al sud del Paese. Il Colonnello Vincenzo Di Rella, dall’agosto scorso Comandante Provinciale della GdF di Lecce, ai nostri microfoni ha presentato  – consuntivo alla mano – un’istantanea della situazione salentina.

Comandante, in cosa consiste l’attività ispettiva della GdF in materia di evasione fiscale?

La GdF mira ad individuare, sulla base di una serie di elementi (banche dati, elementi di conoscenza, elementi informativi), coloro che non rispettano la normativa tributaria. Ottemperando una calibrata attività di controllo, tuteliamo indirettamente i contribuenti onesti che, dibattendosi tra tantissime difficoltà, si sforzano di essere rispettosi di quel complesso di norme tra cui c’è anche quello tributario che regola il vivere civile. Quanto alle modalità operative della GdF di Lecce, adesso come in passato, si prediligono i controlli quotidiani o periodici – in base ai differenti settori di servizio – piuttosto che i blitz. Giornalmente, infatti, le cronache locali riferiscono gli esiti delle nostre operazioni di repressione del fenomeno. Questo è prova del fatto che, sicuramente, negli ultimi tempi c’è una maggiore sensibilità all’ambito tributario da parte degli organi di informazione ma, in realtà, il contrasto all’evasione fiscale costituisce, da sempre, l’attività principale della GdF.

Che volto ha l’evasione fiscale nel Salento?

Normalmente, le violazioni di natura fiscale sono anche espressione di quello che è il contesto economico del territorio in cui esse hanno vita. Stando ai dati, la quasi totalità delle aziende salentine registrate alla Camera di Commercio non supera i 5 milioni di volume d’affari. Ciò vuol dire che nel nostro territorio c’è una struttura produttiva fatta di piccole imprese e, quindi, si tratta di un contesto che si presta con maggiore facilità a illeciti fiscali. Violazioni di questa natura difficilmente si avvalgono di sofisticate architetture evasive ed, infatti, il Salento è interessato da un’evasione che potremmo definire di “basso profilo”: l’omessa dichiarazione, la non contabilizzazione di ricavi o, viceversa, la contabilizzazione di costi che non sarebbero deducibili.

Qual è il bilancio, ad oggi, sotto il profilo dell’evasione fiscale?

Nei primi quattro mesi di quest’anno in tutta la provincia di Lecce, abbiamo avuto una percentuale di irregolari che rasenta il 47%, il che vuol dire che quasi un contribuente su due non emette lo scontrino o la ricevuta fiscale. Un dato importante che deve far riflettere. Chiaramente – come detto in precedenza – i controlli non sono effettuati alla cieca ma, attraverso quella che noi chiamiamo “conoscenza economica del territorio”, cerchiamo di individuare coloro che sono refrattari in questo ambito. Si pensi che nella sola provincia di Lecce, nel nuovo anno, sono oltre 30 le aziende alle quali è stata sospesa l’attività per la mancata emissione di scontrini fiscali.

Nel primo trimestre 2012 – come riportato dalla GdF – si è registrato, a livello nazionale, un incremento di denunce di evasione fiscale che a marzo ha addirittura toccato l’apice del 408% rispetto lo scorso anno. Qual è il suo parere riguardo la collaborazione da parte dei cittadini nella provincia di Lecce?

Ogni settimana arrivano decine di telefonate al 117 ma in pochi sono disposti ad aspettare l’intervento della pattuglia, oppure a presentarsi nei nostri uffici per formalizzare la segnalazione attraverso un esposto circostanziato. Le segnalazioni anonime rimangono certamente elemento di valutazione da parte nostra, ma non possono costituire da sé materia d’indagine. Dunque, potrei dire che i margini per un miglioramento della collaborazione dei cittadini sono ampissimi e noi non possiamo che auspicarlo.

Provincia di Lecce/QUASI 25 MILIONI DI RICAVI NON DICHIARATI

A tutto aprile di quest’anno l’attività complessiva svolta dalla GdF nella Provincia di Lecce ha consentito di rilevare: circa € 24.500.000 di ricavi non dichiarati, € 2.500.000 di costi che non potevano essere dedotti, un’Iva che doveva essere corrisposta allo Stato di circa € 3.200.000, 77 evasori totali.

Altri risultati del 2011/OLTRE 2000 DENUNCE PER FRODI AL SSN

 

Frodi comunitarie: Aiuti indebitamente percepiti/ richiesti: 251,5 milioni; Sequestri effettuati: 96,5 milioni. Frodi al bilancio nazionale: Aiuti indebitamente percepiti/richiesti: 426,1 milioni; Sequestri effettuati: 64,6 milioni. Frodi al SSN: 277,2 milioni; Persone denunciate: 2223; Falsi invalidi: 16772; Persone denunciate: 4358; Danni erariali: 2,1 miliardi.

Il nucleo di Polizia Tributaria/UN GRANDE IMPEGNO ANCHE NELLA LOTTA AL CAROVITA

Economia sommersa, reati tributari, frodi fiscali ed evasioni internazionali, già nel mirino delle Fiamme Gialle nel 2011, pare siano destinati a riempire le pagine dei giornali anche per l’anno in corso. La lotta all’evasione, infatti, continuerà ad essere uno dei cardini per il recupero delle risorse finanziarie volte al risanamento del bilancio statale, nella prospettiva di un’auspicata risoluzione alla crisi economico-finanziaria che attanaglia il nostro Paese. Il fenomeno, però, danneggia non solo il bilancio dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali, sottraendo risorse da destinare ai servizi pubblici essenziali, ma anche gli onesti cittadini che subiscono la concorrenza sleale di chi, con azioni illegali, sovverte l’etica di mercato.

Per rispondere all’esigenza di attività informative, investigative e repressive in ogni settore finanziario, nonché alle esigenze connesse allo studio dei fenomeni economici locali validi ai fini della pianificazione di interventi opera, all’interno della GdF, il Nucleo di Polizia Tributaria. Tale reparto ha il compito di controllare i contribuenti più grandi, ovvero le imprese commerciali con un fatturato annuo di oltre 5 milioni di euro, e i professionisti che hanno un volume d’affari che va da 100mila euro in su.

“La selezione dei contribuenti – precisa il Tenente Colonnello Vito Pulieri, Comandante del Nucleo di Polizia Tributaria di Lecce – viene fatta attraverso un’accurata attività di intelligence, che si avvale del contributo di tutta una serie di archivi e banche dati (Anagrafe Tributaria, Camera di Commercio)”.
“Inoltre, – continua il colonnello – nella quotidiana attività di controllo che svolgiamo in materia di scontrini e ricevute fiscali, è insita anche l’attività di prevenzione. Come dimostrano numerosi studi, il solo invio di una pattuglia di controllo in un determinato contesto commerciale, oltre ad avere effetti repressivi, svolge anche una funzione deterrente”.

Anche nel corso del nuovo anno, il Nucleo di Polizia Tributaria è impegnato nella lotta al carovita con una serie di attività che vanno dal verificare che i prezzi vengano esposti (secondo la vigente normativa) al più complesso monitoraggio dell’andamento dei prezzi e delle condotte concorrenziali. In questo modo la GdF, fornendo un supporto operativo alle indagini conoscitive e alle istruttorie del Garante per la sorveglianza dei prezzi e dell’Antitrust, tutela i consumatori da manovre speculative nonché da pratiche commerciali ingannevoli.

Gli altri settori d’intervento/DI MATTINA DAVANTI ALLE SCUOLE CON L’AUSILIO DELLE UNITÀ CINOFILE

L’attività della GdF di Lecce riguarda anche altri settori di servizio. Dal contrasto all’oramai dilagante mercato della contraffazione alla tutela della salute dei consumatori con il sequestro di merce non sicura; dal fenomeno del contrabbando all’immigrazione clandestina, che nell’ultimo decennio ha creato non pochi disagi alle zone costiere del sud Italia; dagli affitti in nero o con contratti non registrati alla regolamentazione del lavoro (nel nuovo anno, nella sola provincia di Lecce, le fiamme gialle hanno scoperto 325 lavoratori in nero e 341 irregolari). Forte è anche l’attività di contrasto al consumo e spaccio di sostanze stupefacenti che si avvale dell’ausilio delle unità cinofile. Il Comandante Di Rella spiega che “in base ad una pianificazione, viene effettuata un’attività di controllo davanti alle scuole o – qualora i Dirigenti degli Istituti Scolastici avanzino richiesta – anche all’interno delle stesse”. Accanto a questi interventi c’è, inoltre, un’attività di contrasto alle correnti di approvvigionamento per quantitativi  più ingenti di sostanze stupefacenti che giungono nella nostra provincia, tanto via terra quanto via mare.

 Servizio a cura di Serena Carbone

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