Pubblicato in: Gio, Feb 20th, 2014

Colf e badanti: contributi e minimali per il 2014

L’Inps ha aggiornato gli importi, che variano in base alla retri­buzione e all’orario di lavoro, dei contributi per colf e badanti. Confermata l’innovazione partita lo scorso anno: il rapporto a tempo determinato costa di più, a meno che non sia una sostituzione di lavoratore assente. I nuovi valori serviranno all’inizio di aprile per calcolare il versamento relativo al primo trimestre del 2014. Ma anche, da subito, quando si interrompe un rapporto di lavoro e quindi bisogna versare tutti i contributi maturati dal lavoratore fino al momento delle dimissioni o del licenziamento.

Per ottenere la somma da versare ogni trimestre, occorre moltiplicare l’importo del contributo dovuto per le ore retribuite al lavoratore. Gli importi: nel caso di lavoro a tempo inde­terminato – quello a termine costa un po’ di più – per le retribuzioni fino a 7,86 euro l’ora, si pagano 1,39 euro di contribuzione (di cui 0,35 di quota del lavoratore); oltre 7,86 e fino a 9,57 euro l’ora, si versano 1,57 euro (di cui 0,39 a carico del domestico); oltre 9,57 euro orari, infine, si pagano 1,91 euro (0,48 euro del lavoratore) per ciascuna ora. Attenzione ad una preziosa occasione di risparmio per i datori di lavoro con colf “co­stanti”: il contributo orario, per chi lavora più di 24 ore a settimana con lo stesso datore di lavoro, si riduce a 1,01 euro l’ora (0,25 la quota a carico del lavoratore). Il 2014 porta ai lavoratori domestici anche un’altra ovvia novità. Sono stati determinati i nuovi minimi retributivi derivanti dalla variazione del costo della vita.

colf2

Le classificazioni del Ccnl vigente, previste su otto livelli, dalla “A” alla “D super”, recepiscono i muta­menti intervenuti sul mercato del lavoro. In particolare, prestano attenzione ai bisogni di lavoro di cura, ad esempio per l’assistenza notturna degli anziani, che viene distinta dal­le mansioni di lavoro domestico. E vediamo i minimali mensili per il 2014. Proprio per l’assistenza notturna (dalle 20 alle 8) le tre fasce di retribuzione minima mensile sono le seguenti: la prima in fascia Bs di euro 964,22, per autosufficienti; la seconda e la terza, rispettivamente in fascia Cs e Ds, sono di euro 1.092,78 e 1.349,92, ma riguardano i non autosufficienti. Per la sola presenza notturna (dalle 21,00 alle 8,00) è invece pre­visto un unico livello della retribuzione men­sile, ammontante a 645,61 euro.

Le retribu­zioni orarie – di fatto quelle maggiormente utilizzate – dei lavoratori non conviventi partono invece da un minimo di 4,47 euro fino ai 7,93 della fascia massima. I livelli salariali aggiornati, che in linea di massima corrispondono alle paghe reali del mercato, riconoscono ai lavoratori conviventi a tempo pieno una retribuzione mensile che può andare dai 614,86 euro della categoria A – quella di base – fino ai 1.339,14 euro della categoria massima, la DS. Per la descrizione delle categorie utilizzate dal contratto è opportuno rinviare al testo integrale del Ccnl stesso, reperibile sul web oppure presso le associazioni ed i sindacati del settore.

Antonio Silvestri

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