Pubblicato in: Gio, Feb 12th, 2015

Colf e Badanti/Contributi e minimali per il 2015

L’Inps ha aggiornato – con la circolare n. 12 del 23 gennaio scorso, reperibile su www.inps. it – gli importi, che variano in base alla retribuzione e all’orario di lavoro, dei contributi per colf e badanti. Confermata l’innovazione partita nel 2013: il rapporto a tempo determinato costa di più, a meno che non sia una sostituzione di lavorato­re assente. I nuovi valori serviranno all’inizio di aprile per calcolare il versamento relativo al primo trimestre del 2015. Ma anche, da su­bito, nel caso si interrompa un rapporto di la­voro e quindi occorra versare tutti i contributi maturati dal lavoratore fino al momento delle dimissioni o del licenziamento. Per ottenere la somma da versare ogni trimestre, occorre moltiplicare l’importo del contributo dovuto per le ore retribuite al lavoratore. Vediamo gli importi dei contributi 2015, che restano in gran parte identici o variano di pochissimo rispetto a quelli del 2014, merito – o colpa – della crisi che ha tenuto stabile l’inflazione: nel caso di lavoro a tempo indeterminato – quello a termine costa un po’ di più – per le retribuzioni fino a 7,88 euro l’ora, si pagano 1,39 euro di contribuzione (di cui 0,35 di quota del lavoratore); oltre 7,88 e fino a 9,59 euro l’ora, si versano 1,57 euro (di cui 0,39 a carico del domestico); oltre 9,59 euro orari, infine, si pagano 1,91 euro (0,48 euro del la­voratore) per ciascuna ora. Attenzione ad una preziosa occasione di risparmio per i datori di lavoro con colf “costanti”: il contributo orario, per chi lavora più di 24 ore a settimana con lo stesso datore di lavoro, si riduce a 1,01 euro l’ora (0,25 la quota a carico del lavorato­re).

badanti

Il 2015 porta ai lavoratori domestici anche un’altra ovvia novità. Sono stati determinati i nuovi minimi retributivi derivanti dalla varia­zione del costo della vita. Le classificazioni del Ccnl vigente sono previste su otto livelli, dalla “A” alla “D super”. Ecco i minimali mensili per il 2015. Proprio per l’assistenza notturna (dalle 20 alle 8) le tre fasce di retri­buzione minima mensile sono le seguenti: la prima in fascia Bs di euro 972,67, per autosuf­ficienti; la seconda e la terza, rispettivamente in fascia Cs e Ds, sono di euro 1.102,36 e 1.361,76, ma riguardano i non autosufficienti. Per la sola presenza notturna (dalle 21,00 alle 8,00) è invece previsto un unico livello della retribuzione mensile, ammontante a 651,27 euro. Le retribuzioni orarie – di fatto quelle maggiormente utilizzate – dei lavoratori non conviventi partono invece da un minimo di 4,51 euro fino agli 8,00 della fascia massima. I livelli salariali aggiornati, che in linea di massima corrispondono alle paghe reali del mercato, riconoscono ai lavoratori conviventi a tempo pieno una retribuzione mensile che può andare dai 620,25 euro della categoria A – quella di base – fino ai 1.350,88 euro della categoria massima, la DS. Per la descrizio­ne delle categorie utilizzate dal contratto è opportuno rinviare al testo integrale del Ccnl stesso, reperibile sul web oppure presso le associazioni ed i sindacati del settore.

Antonio Silvestri

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