Pubblicato in: Gio, Set 27th, 2012

Colori e luci di una Festa d’altri tempi

In archivio/Le processioni e gli addobbi attraverso alcuni documenti della Curia di Lecce

Fra i molti aspetti che carat­terizzano la celebrazioni dei Santi Patroni vi sono ovviamente quelli della processione e degli addob­bi. Abbiamo utilizzato nel titolo il termine al plurale per il semplice fatto che a partire dalla tragica vi­cenda del terremoto del 20 febbraio 1743 di processioni a Lecce se ne facevano due: una il 20 di febbraio, appunto, e l’altra, storicamente la prima, quella del 26 agosto. Va pre­cisato che in quella del 20 febbraio si festeggiava il solo Patrocinio di Sant’Oronzo, nella seconda, invece, si ricordavano gli altri Protettori: Giusto e Fortunato.

A questo pro­posito può aiutare anche la celebre immagine di fine Settecento – opera di Jean Louis Des Prez – nella qua­le si ritrae proprio il Cortile del Ve­scovato ed in esso una processione; si associ, quindi, questa immagine con quanto emerge dai documenti qui presentati. Fonte archivistica fondamentale in tal senso sono i volumi degli Esiti ed Introiti del Capitolo della Cattedrale. Il Capitolo per i suoi pagamenti fa riferimento in genere: a quello per coloro che hanno portato la statua “in collo” di San Fortunato; a quel­lo per colui che portò lo stendardo; a quello per i musici strumentali davanti la statua di San Fortunato. L’illuminazione era costituita da lumi per i quali si ricorda, a titolo di esempio in un caso, la seguente spesa: candelette per allumare libra ½ = 17; bambace once 8 = 17; carta per i lampioni: number to western union lucernelle n.° 100.

Nei pagamenti, talvolta, si segnala anche che l’illuminazione inte­ressava il Campanile e la facciata della Cattedrale. E se volessimo poi immaginarne la consistenza ed i colori della festa potremmo ricordare i pagamenti ora per le 500 lucernelle ora per i 200 lampioni; quelli per la carta delle lampade ovvero: 14 quinterni di carta rossa; sei quinterni di carta bianca. La festa durava tre giorni ed i paga­menti si facevano il 27 di agosto; solo in una circostanza abbiamo, però, trovato: per 4 sere d’illumina­zione del Nostro Protettore essendo stabilito dal vescovo la quarta sera coll’aggiunta di altri 100 lampioni per le ultime sere.

A quanto detto, per completezza, va aggiunto, che in questi documenti troviamo solo ciò che era di compe­tenza del Capitolo della Cattedrale. Si è rilevata, poi, l’esistenza di una regola in base alla quale si legavano i tre altari patronali della Cattedrale nel seguente modo: al Capitolo, quello di San Fortunato (e con esso tutto ciò che riguardava questo Santo: trasporto della statua in pro­cessione, restauro della stessa, etc.); al Vescovo di Lecce, quello di San Giusto; alla Città di Lecce, quello di Sant’Oronzo. Questa tripartizio­ne sembrerebbe avere avuto un suo parallelo anche nella suddivisione delle spese per la processione.

Fabio Grasso

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