Come Papa Francesco, lo stile e le parole
Anniversario della morte/La Chiesa di Lecce ricorda il Servo di Dio Don Ugo De Blasi.
Le parole e lo stile di Papa Francesco riportano alla memoria alcuni tratti della figura del Servo di Dio Mons. Ugo De Blasi e del suo ministero nella Chiesa che è in Lecce. A partire da questo numero, L’Ora del Salento, nell’approssimarsi del trentaduesimo anniversario della morte, pubblicherà alcuni brani tratti dagli scritti del Servo di Dio che attestano il parallelismo con le parole e i messaggi di Papa Bergoglio.
LA BELLEZZA DELLA SEQUELA DI CRISTO
Anzitutto la sua gioia nel vivere la vocazione al sacerdozio ed il suo crescente entusiasmo nell’esercitare la paternità pastorale. “L’uomo che si sposa è raggiante, perché trova la casa. L’uomo che è ordinato prete, è raggiante, perché lascia la casa e gli diviene casa il mondo. Si scioglie dalla famiglia particolare per divenire il ministro della famiglia totale. Ma è raggiante più interiormente che esternamente. La sua festa si celebra tutta nello spirito. Da quel momento non si appartiene più. Incarna il paradosso sociale del Cristianesimo, nel quale il più umile è il più alto e chi comanda più serve: come il primo prete, Cristo”. (Discorso, 14 luglio 1952).
Permeato dall’amore di Cristo, ha accolto la chiamata mettendo dietro le spalle gli affetti più cari pur di annunciare a tutti la luce del Vangelo e, perciò, ha vissuto il celibato come autentica vocazione d’amore. “Proibito d’amare nella religione dell’amore, il Cristianesimo? No, no: né Gesù, né la sua Chiesa la pensano così. È vero, Gesù ci vuole casti, esige che si offra di continuo, a Lui solo, un amore ardente in un cuore puro, quasi sacro incenso in turibolo d’oro. Ci vuole amici suoi e sempre suoi, per renderci simili a Lui, degni di Lui, capaci di continuare con efficacia la sua missione d’amore. Questo è il motivo ultimo della nostra castità, fondamento della nostra vita interiore insieme con l’umiltà: l’umiltà è la purezza dello spirito, la castità è l’umiltà della carne”. (Riflessioni, 20 luglio 1965). Si comprende così la sua costante tensione verso la perfezione ed il suo spendersi senza riserve per la gloria di Dio e la salvezza dei fratelli.
















