Pubblicato in: Ven, Lug 6th, 2012

Come pietre vive. Rinnovare l’Iniziazione Cristiana in Puglia

 

La Commissione Regionale nei quaderni dell’Istituto Pastorale Pugliese

Un volume per la riflessione e la pastorale

Il lavoro della Commissione Catechistica Regionale ospitato nella Collana dei Qua­derni dell’Istituto Pastorale Pugliese vuole essere un segno di attenzione, di partecipa­zione, di collaborazione e di stima: atten­zione all’urgente tematica dell’iniziazione cri­stiana, partecipazione alla faticosa ricerca delle comunità ecclesiali pugliesi, tesa a dare rispo­ste sempre più attuali e fedeli alla viva tradi­zione della chiesa, collaborazione quanto mai necessaria con gli Uffici Catechistici Diocesa­ni, stima verso il fruttuoso lavoro della Com­missione Catechistica Regionale presieduta da mons.Vito Angiuli, Vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca.

Questo volume sarà un utile strumento a disposizione della comune riflessione fra le Chiese di Puglia, ma anche a servizio delle comunità cristiane che in Italia condividono le stesse attenzioni e le stesse prospettive di tra­smissione della fede.

A dieci anni dalla pubblicazione della se­conda Nota del Consiglio Episcopale perma­nente sull’Iniziazione Cristiana dei Fanciulli e dei Ragazzi dai 7 ai 14 anni, pubblicata nel 1999,la Commissione Regionaleperla Dottri­na della fede, annuncio e catechesi della Con­ferenza Episcopale Pugliese ha sentito il biso­gno di organizzare un Forum di studi sul tema dalla Iniziazione Cristiana (IC).

In proposito, come affermano i Vescovi in un recente documento, “un ripensamento si im­pone, se si vuole che le nostre parrocchie man­tengano la capacità di offrire a tutti la possibili­tà di accedere alla fede, di crescere in essa e di testimoniarla nelle normali condizioni di vita.

Per questo abbiamo pubblicato tre note pa­storali sull’iniziazione cristiana” (Cei, Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia, 2004, 8).

Sappiamo che molte esperienze si stanno facendo; i catechisti avvertono la necessità di un cambio, ma anche sentono una certa diffi­coltà nel farlo. Non soltanto loro, ma anche i pastori, le famiglie, la stessa comunità.

La Commissione Regionaleha inteso pro­porre con questo primo forum un percorso articolato, che aveva un duplice intento: an­zitutto, quello di offrire informazioni corrette sulla questione, sia ascoltando gli approfon­dimenti degli esperti, sia soprattutto analizzando alcune esperienze in atto; in secondo luogo, quel­lo di provocare una riflessione comune a servizio e all’interno delle nostre chiese di Puglia sulla questione dell’IC e al tempo stesso di giungere ad alcune prime indicazioni condivise riguardo all’iniziazione dei fanciulli e ragazzi, in modo da poter successivamente avviare e/o accompagna­re una sperimentazione in contesto propriamente “pugliese”. Anche in Puglia, così come in Italia, esiste ormai una situazione pastorale e catechisti­ca piuttosto fluida.

Non pochi operatori e comunità si dedicano a riflettere e a operare sulle difficoltà reali che si op­pongono all’annuncio nella nostra società.

Il fatto che persista una realtà ecclesiale tuttora ricca di risorse e possibilità viene inteso in molti contesti pastorali non tanto come acquisizione ga­rantita, che dispensa da riflessioni e tentativi, ma al contrario come occasione favorevole per preparare mentalità e operatori a scenari che, forse, in un fu­turo non lontano, potrebbero farsi più angusti an­che nel nostro paese e, in particolare, nelle attuali chiese meridionali e pugliesi. Così come sollecita­to nei recenti orientamenti pastorali della Confe­renza Episcopale Italiana Educare alla vita buona del Vangelo, va aperto un laboratorio nel quale si ripensi, riprogetti, attui e verifichi costantemente la prassi ordinaria di iniziazione cristiana, non con la pretesa di arrivare in fretta ad un nuovo modello, ma con l’umiltà di preparare le condizioni e di met­terne in campo gli elementi (n. 54).

In quest’otticala Commissione Catechistica Regionale della Conferenza Episcopale Pugliese (Cep) ha sentito il bisogno con questo secondo fo­rum di continuare e di completare la riflessione già avviata nel precedente forum al fine di arrivare a proporre alle chiese di Puglia una visione condivi­sa, in base alla quale poter successivamente ipotiz­zare – d’intesa con la Cep – un modello “pugliese” di sperimentazione a partire dalle diverse e conte­stuali esperienze in atto.

Carlo Calvaruso

 

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