Comuni virtuosi/Fotovoltaico per tutti…Novoli per lo sviluppo sostenibile
Quali sono i vantaggi prodotti dal fotovoltaico?
Dal punto di vista economico un impianto fotovoltaico permette di risparmiare il costo dell’energia necessaria al fabbisogno energetico elettrico dell’utente che se ne dota. Grazie agli incentivi statali, oggi è possibile accedere a un doppio vantaggio economico determinato da un lato, dalla somma del guadagno derivante dagli incentivi e dall’eventuale vendita dell’energia in surplus alla rete elettrica, e dall’altro dal risparmio in bolletta assicurato dall’autoconsumo dell’energia prodotta. I due benefici consentono una stima sul ritorno dell’investimento generalmente in un periodo compreso tra i 6 e i 10 anni, a seconda delle caratteristiche dell’impianto e dell’irraggiamento relativo alla zona interessata.
Un altro importantissimo vantaggio è quello ambientale. A differenza delle fonti energetiche fossili, che risultano altamente inquinanti, il fotovoltaico consente di produrre energia senza alcuna emissione di gas serra. Si calcola che, per ogni chilowattora di energia fotovoltaica prodotta, si evita l’emissione in atmosfera di oltre 500 grammi di anidride carbonica. Non dimentichiamo che la fonte energetica fotovoltaica, così come tutte le altre fonti energetiche rinnovabili, sono inesauribili. Da non trascurare, infine, il ritorno di immagine di chi produce energia in modo autonomo e non inquinante, denotando un senso di responsabilità ambientale spendibile in ambito di comunicazione.
Le energie rinnovabili rappresentano un’opportunità straordinaria per creare sviluppo. Tuttavia, il tempo di ritorno dell’investimento è ancora troppo lungo e, se venisse meno la politica di incentivazione che finora ha sostenuto il settore, si rischierebbe di mettere in fuga gli investitori. A ragione di ciò, c’è chi sostiene che, nonostante il grande sviluppo del fotovoltaico, sia più corretto parlare di energie “integrative” piuttosto che “alternative”. Qual è il suo parere a proposito?
Attualmente l’installazione di impianti che usano energie rinnovabili è resa conveniente grazie agli incentivi pubblici. A mio parere, anche qualora si riuscissero a raggiungere gli obbiettivi che il Protocollo di Kyoto ha fissato con scadenza al 2020 (taglio delle emissioni di gas serra del 20%, riduzione del consumo di energia del 20% e il 20% del consumo energetico totale europeo generato da fonti rinnovabili), non sarebbe ancora possibile parlare di energie alternative alle fonti energetiche fossili attuali. Ciononostante, anche se gli incentivi statali per la produzione di energia solare, sono molto ridotti, il notevole abbassamento dei costi della tecnologia rende ancora conveniente l’installazione di piccoli impianti. La speranza di tutti è che questi costi si riducano a tal punto che l’investimento per la realizzazione di un impianto fotovoltaico, possa garantire il ritorno dell’investimento iniziale a stretto giro, in prospettiva dell’ormai imminente cessazione del meccanismo incentivante. Si è trattato, e si tratta ancora, di un mercato “drogato” dagli incentivi statali, destinato a morire se non si ridurrà maggiormente il costo della tecnologia.
A cura di Serena Carbone
















