Comunione, il nuovo nome della Chiesa di Lecce
UNA PASTORALE D’INSIEME
Guardiamo a quanto sta accadendo a livello delle istituzioni civili – e non solo per l’effetto della spending review – che riducono, aggregano, accomunano servizi. E noi? Dobbiamo ostinarci nel ‘qiueta non movere’? Unità pastorali, zone pastorali, comunità pastorali, pastorale d’insieme, centri pastorali, restano forse per noi ipotesi originali ma irreali degli specialisti della pastorale!
Forse la soluzione a cui molto spesso siamo costretti ed è scontata, è la soppressione o fusione delle parrocchie. Forse è la più sbrigativa ma quante vittime lasciamo sulla strada, quanti difensori invitati o chiamati per dare man forte alle proteste!!!! Non sarà opportuno avviare una riflessione seria, condivisa per una inedita e attenta ‘pastorale d’insieme’ non riservata soltanto agli attuali addetti ai lavori ma che metta in atto e provochi l’esercizio di una vera corresponsabilità ecclesiale che è di ogni battezzato?
SCAMBI FECONDI TRA COMUNITÀ
Purtroppo siamo ancora refrattari, forse un po’ gelosi della difesa del mio gruppo, associazione, movimento, parrocchia. Impreparati e non adeguatamente profetici nel guardare in avanti, nell’accogliere e raccogliere le sfide che il momento storico pone alla Chiesa, alla nostra Chiesa! La pastorale di comunione va assolutamente privilegiata e perseguita.
Devo riconoscere – è una conferma che mi viene dalla prossimità che mi ha offerto la Visita Pastorale – che questa strada non ancora è decisamente e convintamente percorsa. Sono presenti come delle paure quasi che la comunione faccia smarrire la peculiarità e la ricchezza delle singole comunità. In realtà la comunione le mette in circolo e crea uno scambio fecondo che fa maturare in una esperienza di Chiesa viva e profetica, le originali e sorprendenti individualità!
IL PROTAGONISMO DI OGNI BATTEZZATO
Ora pongo a tutti voi, ma segnatamente ai responsabili primi della vita della nostra Chiesa un interrogativo forse un po’ provocatorio: chi sono i laici? Dove sono? Come vivono e facciamo vivere loro il ministero della corresponsabilità? Gli organismi di partecipazione (consigli pastorali, consigli affari economici…) sono espressione vera del sacerdozio battesimale o una semplice cartina di tornasole che stenta nel riempire e coprire i vuoti del protagonismo laicale presenti in questa nostra Chiesa, nonostante la felice avventura del Sinodo diocesano?
Papa Francesco ci ricorda nella già citata Esortazione Apostolica: “ciascun battezzato… è un soggetto attivo di evangelizzazione e sarebbe inadeguato pensare a uno schema di evangelizzazione portato avanti da attori qualificati in cui il resto del popolo fedele fosse solamente recettivo delle loro azioni. La nuova evangelizzazione deve implicare un nuovo protagonismo di ciascuno dei battezzati” (EG 120).
TUTTI CHIAMATI ALLA SANTITÀ
A fronte di questi problemi che evidenziano ritardi, lentezze, incompiute, posso attestare che c’è in questa nostra Chiesa che è santa, un sommerso di grazia e di santità a cui tutti possiamo attingere perché è Cristo Buon Pastore che la distribuisce al suo gregge.
La Parola di questa domenica che ci è stata proclamata ci ricorda e ci rimanda a questa santità: “siate santi, perché io, il Signore vostro Dio sono santo” (lv 19,2): è il brano della prima lettura preso dalla legge di santità del Levitico “siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5,48): è il grande compito a cui Cristo rimanda i suoi discepoli “santo è il tempio di Dio che siete voi” (1 Cor 3,17). Questa santità a cui siamo chiamati e che ci è stata donata nel battesimo, che è di Dio, ci narra della sua grandezza che si accosta alla miseria dell’uomo e alla sua debolezza, per elevarlo e innalzarlo alla pienezza di comunione profonda con Lui.



















