Pubblicato in: Sab, Mar 21st, 2015

Concettina Martusciello nella Casa del Padre…

IL RICORDO/IL CENTRO DI CULTURA PER PORTARE L’UNIVERSITÀ CATTOLICA A LECCE 

I GIOVANI, LA SUA GRANDE PASSIONE 

L’ho conosciuta tardi, a metà degli anni ’90, una sera in cui Cigoli parlava di mediazione, su suo invito. Subito mi chiese: “Vuoi andare a Milano ad imparare?” e così cominciò l’avventu­ra della nostra amicizia. Mi fece sentire parte attiva del suo progetto, che non sapevo avesse radici così lontane e profonde: portare a Lecce l’Università Cattolica attraverso il Centro di cultura, uno dei tre­dici che in quel periodo si decideva di costituire in tutta Italia, seguendo il pensiero e l’insegnamento di padre Gemelli, da lei profondamente assorbito. E così vennero i viaggi a Milano, gli incontri con il Rettore, Bausola e poi Zaninelli, e, alla fine, lei riuscì, con un coup de théatre, ad ottenere il con­senso per la costituzione del 14° Centro di cultura, sia pure senza fondi. Poi ci sono stati sei corsi sulla mediazione, familiare e comunitaria, la scuola di psicoterapia, alla quale teneva moltissimo, il pro­getto di avviare quella di politica, i tanti incontri, i dibattiti sui libri di interesse attuale. L’obiettivo erano sempre i giovani, quelli di qui, che potessero avere opportunità di studio, di lavoro, di conoscenza, senza dover per forza “emigrare”.

giovani

E poi quell’invito, il sorriso leggero che velava il brillio arguto degli occhi: Vuoi venire a volare con noi? E si volava davvero, ascoltandola, in alto, e ti rimaneva dentro un’idea, un pensiero che ti arric­chiva di qualcosa che prima non c’era. E dietro e dentro ogni parola sentivi una convinzione profonda e una fede incrollabile in una Provvidenza immanen­te nella laicità quotidiana. Con la sua presidenza il Centro di cultura, formal­mente costituito nel dicembre 2000, succedendo al Centro di iniziativa culturale, si è rafforzato, anche con la partecipazione di amici interessati e dispo­nibili, pur superando difficoltà ed ostacoli. Quando invitammo a Lecce mons. Bettazzi a parlarci de “i talenti e la bellezza”, il 19 marzo di due anni fa, lei è stata presente col pensiero, felice del successo dell’iniziativa e della grande partecipazione, ma so­prattutto soddisfatta di aver passato il testimone e di vedere il Centro di cultura avviarsi nella direzione da lei indicata. Ora tocca a noi, a tutti gli amici che nel frattempo si sono aggiunti e a quanti vorranno farlo in seguito, continuare, anche senza la sua presenza fisica, a volare alto e sarà più facile, ricordando quello che ci ha insegnato.

Biancamaria Cavaliere

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