Confraternite sulla Tomba di Pietro/Il frutto più genuino della Fede
Tre parole chiave/Evangelicità, Ecclesialità e Missionarietà
“FUCINE DI SANTITÀ PER GENTE SEMPLICE”
La pietà popolare “è un tesoro che ha la Chiesa, una spiritualità, una mistica, uno spazio di incontro con Gesù Cristo” .
“Una strada che porta all’essenziale se è vissuta nella Chiesa in profonda comunione con i vostri pastori”.
L’immagine della Gerusalemme celeste con le sue dodici porte rivolte ai quattro punti cardinali – l’Apocalisse di Giovanni la descrive con grande cura, fin nelle sue misure – è la meta del cammino del credente, un pellegrinare fatto di essenzialità, come racconta Giovanni nel suo Vangelo: la parola da osservare e custodire, il dono dello Spirito Santo e la pace donata dal Signore che vince ogni paura.C’è tutto questo dietro la riflessione che Papa Francesco propone nella sua omelia nel giorno in cui ha un pensiero, nella Giornata dei bambini vittime della violenza, per quanti “hanno e soffrono a causa di abusi. Vorrei assicurare loro che sono presenti nella mia preghiera, ma vorrei anche dire con forza che tutti dobbiamo impegnarci con chiarezza e coraggio affinché ogni persona umana, specialmente i bambini, che sono tra le categorie più vulnerabili, sia sempre difesa e tutelata”.
In piazza san Pietro ci sono le Confraternite, venute da molte località dell’Italia e dell’Europa. E la riflessione del Papa si sofferma proprio sul testo del Vangelo di Giovanni, su quel discorso in cui Gesù ricorda ai discepoli che non li lascerà orfani: “Vado e tornerò a voi”. Non è soltanto un’affermazione la sua, ma una promessa: agli apostoli confida i suoi pensieri, quasi testamento spirituale, prima di lasciarli. Il testo “insiste sul fatto che la fede cristiana è tutta incentrata sul rapporto con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Chi ama il Signore Gesù – commenta Papa Francesco – accoglie in sé lui e il Padre e grazie allo Spirito Santo accoglie nel proprio cuore e nella propria vita il Vangelo”.
Questo è il punto centrale, afferma Francesco che lascia alle Confraternite tre parole: evangelicità, una parola detta loro da Benedetto XVI; e poi ecclesialità e missionarietà. Ricorda ancora che la pietà popolare “è un tesoro che ha la Chiesa e che i vescovi latino-americani hanno definito, in modo significativo, come una spiritualità, una mistica, che è uno spazio di incontro con Gesù Cristo”.
Le chiama ancora “fucine di santità” di tanta gente “che ha vissuto con semplicità un rapporto intenso con il Signore. Camminate con decisione verso la santità; non accontentatevi di una vita cristiana mediocre, ma la vostra appartenenza sia di stimolo, anzitutto per voi, ad amare di più Gesù Cristo”.
La seconda parola è ecclesialità. Dice il Papa: la pietà popolare “è una strada che porta all’essenziale se è vissuta nella Chiesa in profonda comunione con i vostri pastori”. La terza parola è missionarietà. Ed è il compito proprio delle Confraternite, cioè “tenere vivo il rapporto tra la fede e le culture dei popoli a cui appartenete, e lo fate attraverso la pietà popolare”.
Spiega il Papa: quando le Confraternite portano in processione con venerazione e amore, il crocifisso, non fanno un semplice atto esteriore, ma indicano “la centralità del mistero pasquale del Signore, della sua passione, morte e risurrezione”; così quando manifestano la devozione a Maria, indicano “la più alta realizzazione dell’esistenza cristiana, colei che per la sua fede e la sua obbedienza alla volontà di Dio, come pure per la sua meditazione della parola e delle azioni di Gesù, è la discepola perfetta del Signore”.
Pagine a cura delle Confraternite di Monteroni


















