Pubblicato in: Gio, Mag 16th, 2013

Confraternite sulla Tomba di Pietro/Il frutto più genuino della Fede

Tre parole chiave/Evangelicità, Ecclesialità e Missionarietà 

“FUCINE DI SANTITÀ PER GENTE SEMPLICE” 

La pietà popolare “è un tesoro che ha la Chiesa, una spiritualità, una mistica, uno spazio di incontro con Gesù Cristo” . 

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“Una strada che porta all’essenziale se è vissuta nella Chiesa in profonda comunione con i vostri pastori”.

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L’immagine della Gerusalemme celeste con le sue dodici porte rivolte ai quattro punti cardinali – l’Apocalisse di Giovanni la descrive con grande cura, fin nelle sue misu­re – è la meta del cammino del credente, un pellegrinare fatto di essenzialità, come racconta Giovanni nel suo Vangelo: la parola da osservare e custodi­re, il dono dello Spirito Santo e la pace donata dal Signore che vince ogni paura.C’è tutto questo dietro la riflessione che Papa Francesco propone nella sua omelia nel giorno in cui ha un pensiero, nel­la Giornata dei bambini vittime della violenza, per quanti “han­no e soffrono a causa di abusi. Vorrei assicurare loro che sono presenti nella mia preghiera, ma vorrei anche dire con forza che tutti dobbiamo impegnarci con chiarezza e coraggio affin­ché ogni persona umana, special­mente i bambini, che sono tra le categorie più vulnerabili, sia sempre difesa e tutelata”.

In piazza san Pietro ci sono le Confrater­nite, venute da molte località dell’Italia e dell’Europa. E la riflessione del Papa si sofferma proprio sul testo del Vangelo di Giovanni, su quel discorso in cui Gesù ricorda ai discepoli che non li lascerà orfani: “Vado e tornerò a voi”. Non è soltanto un’affermazione la sua, ma una promessa: agli apostoli confida i suoi pensieri, quasi testamento spirituale, prima di lasciarli. Il testo “insiste sul fatto che la fede cristiana è tutta incentrata sul rapporto con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Chi ama il Signore Gesù – commen­ta Papa Francesco – accoglie in sé lui e il Padre e grazie allo Spirito Santo accoglie nel pro­prio cuore e nella propria vita il Vangelo”.

Questo è il punto centrale, afferma Francesco che lascia alle Confraternite tre parole: evangelicità, una parola detta loro da Benedetto XVI; e poi ecclesialità e missionarietà. Ricorda ancora che la pietà popolare “è un tesoro che ha la Chiesa e che i vescovi latino-americani hanno definito, in modo significativo, come una spiritualità, una mistica, che è uno spazio di incontro con Gesù Cristo”.

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Le chiama ancora “fucine di santità” di tanta gente “che ha vissuto con semplicità un rapporto intenso con il Signore. Camminate con decisione ver­so la santità; non accontentate­vi di una vita cristiana medio­cre, ma la vostra appartenenza sia di stimolo, anzitutto per voi, ad amare di più Gesù Cristo”.

La seconda parola è ecclesia­lità. Dice il Papa: la pietà popo­lare “è una strada che porta all’essenziale se è vissuta nella Chiesa in profonda comunione con i vostri pastori”. La terza parola è missionarietà. Ed è il compito proprio delle Con­fraternite, cioè “tenere vivo il rapporto tra la fede e le culture dei popoli a cui appartenete, e lo fate attraverso la pietà popolare”.

Spiega il Papa: quando le Confraternite portano in processione con venerazione e amore, il crocifisso, non fanno un semplice atto esteriore, ma indicano “la centralità del mistero pasquale del Signore, della sua passione, morte e risurrezione”; così quando ma­nifestano la devozione a Maria, indicano “la più alta realizza­zione dell’esistenza cristiana, colei che per la sua fede e la sua obbedienza alla volontà di Dio, come pure per la sua me­ditazione della parola e delle azioni di Gesù, è la discepola perfetta del Signore”.

Pagine a cura delle Confraternite di Monteroni

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