Pubblicato in: Gio, Apr 18th, 2013

Conservare gli argenti antichi

È buona norma, quando si toccano, indossare sempre guanti di cotone. 

Tra i problemi principali relativi alla conserva­zione degli oggetti in argento, silver plate, sheffield e argentati, vi è sicuramente quello dell’ossida­zione del metallo, che determina la necessità delle periodiche e fastidiose operazioni di pulizia. L’argento si altera formando, in genere, una sottile patina di solfuri o uno strato più spesso costituito da cloruri di colore grigio. La patina di solfuri è spesso di colore nero-blu, a volte iridescente, e diventa più scura aumentando di spessore.

ostensorio

Galatina Chiesa SS. Pietro e Paolo Ostensorio dopo il restauro – 2004

Anche nelle leghe d’argento, come in quasi tutte le leghe, possono verificarsi fenomeni di altera­zione selettiva dei componenti, soprattutto alla presenza di rame; questi si manifestano con la formazione di macchie di colore verde o rosso, rispettivamente di carbonati e di ossidi di rame. L’argento, infatti, si deve proteg­gere dalle azioni atmosferiche inquinanti, che determinano il veloce ingiallimento dell’argen­teria.

Ostensorio Prima del restauro

Ossidazione – Ostensorio Particolare fusto, prima del restauro – 2004

 

Il problema della pulizia, inoltre, si complica ogni qual­volta ci troviamo di fronte ad un argento antico, per il quale biso­gna essere accorti nella conser­vazione della patina, per evitare un deprezzamento dell’oggetto. I prodotti esistenti in commercio, usati comunemente per la pulizia dell’argento, sono quasi tutti leg­germente abrasivi e con il tempo lo aggrediscono. È buona norma, ogni qualvolta si è costretti a visionare da vicino un manufat­to in argento antico, indossare guanti morbidi di cotone. 

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