Hierapolis/Riaperta “La Porta dell’Inferno”
Continua la Missione archeologica dell’Università del Salento.
Hierapolis è considerata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, insieme a Pamukkale , toponimo che significa “il castello di cotone” per le formazioni calcaree che hanno trasformato il luogo in un eccezionale fenomeno naturale. Cascatelle di acqua cristallina creano candidi laghetti lungo il dolce pendio che conduce nella vallata e per visitare questo paradiso naturale si scende a piedi nudi attraversando i ruscelli d’acqua fresca.
La missione italiana a Hierapolis è cominciata nel 1957 grazie al prof. Paolo Verzone di Torino. Oggi ne è il direttore Francesco D’Andria. L’equipe dei ricercatori è sostenuta dall’Ambasciata d’Italia ad Ankara nella persona di Giampaolo Scarante, ambasciatore italiano in Turchia e coordinata da Maria Luisa Scolari, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura.
Hierapolis di Frigia non è da confondersi con Hierapolis di Siria o con Hierapolis in Cilicia. È uno dei siti archeologici e naturalistici più frequentati del Mediterraneo, con circa 1,5 milioni di visitatori all’anno. L’attività di scavo di recente ha permesso di riconoscere l’impianto urbano di Hierapolis, riferibile probabilmente ad età ellenistica, con un asse principale nord-sud, la grande plateia (strada principale), dalla quale si sviluppa un reticolo stradale ortogonale che divide la città in isolati regolari, piuttosto allungati.
Nella parte nord della città, laddove si snodava la strada che conduceva a Tripolis, cominciarono a formarsi, tra il II e il I secolo a.C., i primi nuclei della necropoli, che si svilupperà in età imperiale, con tombe a fossa ed edifici funerari.
Al periodo successivo al rovinoso terremoto del 60 d.C., tra la fine del I ed il III secolo, potrebbe risalire la costruzione o la trasformazione di molti monumenti quali l’agora commerciale, la porta di Frontino (un ingresso monumentale di Hierapolis, fatto costruire da Sesto Giulio Frontino, scrittore “tecnico” latino), due grandi ninfei pubblici, e il teatro.
La crescita della città subì un brusco arresto nel corso del IV secolo a causa di un violento terremoto che devastò estese aree come quella della suddetta piazza. Con la costruzione delle mura di fortificazione bizantine, alla fine del IV secolo, la parte nord della città, compresa l’agorà commerciale, fu esclusa dal perimetro urbano ed utilizzata come cava di materiale da costruzione da utilizzare nel reimpiego.
Hierapolis assurse in questa fase ad importante centro della cristianità e lungo l´asse viario principale furono costruite una chiesa extraurbana (Terme-chiesa), la cattedrale con il battistero, la basilica a pilastri e, sulla collina orientale, il martyrion di San Filippo apostolo. Alla fine del VI secolo, un altro terremoto provocò il crollo della maggior parte degli edifici hierapolitani, comprese le mura bizantine.
















