Conviene oggi aprire un negozio?/Anche nel commercio occorre sempre evitare la via dell’individualismo
È una domanda che può avere molteplici risposte, tutte valide anche se apparentemente in contrasto tra di loro. L’attività commerciale coinvolge tanta parte della popolazione, soprattutto tanti piccoli operatori che hanno fatto una scelta in alcuni casi consapevole e in altri come ripiego. È difficile essere, in maniera netta, a favore di una tesi contro l’altra, anche perché i pro e i contro per l’apertura di una nuova attività commerciale vanno valutati, sperimentati, soprattutto alla luce di quello che viene definito “libero mercato” che, per evitare sopraffazioni del “grande” sul “piccolo” avrebbe bisogno di regole che salvaguardino il giusto equilibrio tra piccola, media e grande distribuzione.
Per avere un’idea dell’interesse che suscita il settore commercio, basti pensare che ogni mese circa 90mila persone, cercano sul solo motore di ricerca Google Italia, la frase “aprire un negozio”.
Ciò è di per sé un fatto positivo ma potrebbe anche essere indice di poca conoscenza di una materia che appare semplice, ma che in realtà ha le sue difficoltà oggettive. Soprattutto in un periodo di crisi economica come quello attuale, con un calo di consumi che ha raggiunto livelli preoccupanti, che determina saldi negativi tra natalità e mortalità di imprese commerciali.
Così come non è da sottovalutare il peso fiscale che grava sul comparto e la criminalizzazione che proviene da più parti di una categoria che, comunque, contribuisce in maniera significativa al PIL italiano e dà lavoro a oltre 10 milioni di addetti.
Dati positivi che spingono, nonostante le difficoltà, tante persone ad avviare un’attività commerciale. Ma non è tutto oro quello che luccica, vale a dire che ogni giorno un imprenditore è chiamato ad effettuare scelte importanti che possono anche essere decisive, mercati mutevoli e instabili, preferenze dei consumatori sempre in evoluzione, e così via.
Tutto ciò necessita di una seria formazione professionale e di un continuo aggiornamento, in poche parole non ci si improvvisa imprenditori. Se si ha presente tutto questo, disponendo di risorse finanziarie adeguate e di una grande volontà di intrapresa, si può avviare un’attività che in quel momento diventa una vera e propria sfida con se stessi e con gli altri. Anche la scelta della locazione in città o in un piccolo paese deve essere il frutto di una ricerca che tenga conto della tipologia di vendita, del bacino di utenza, delle tendenze dei possibili consumatori, della concorrenza, dei costi di gestione che possono pesare in maniera sensibilmente diversa a secondo della ubicazione.
Concludendo, non esiste ovviamente una ricetta o una formula matematica del sicuro successo così come in ogni scelta imprenditoriale, ma le potenzialità in questo comparto rimangono ancora molto alte se, però, si fanno le scelte giuste e ponderate.
Certamente è da evitare l’individualismo, cercando di intraprendere la via delle reti di imprese, dell’associazionismo inteso in senso particolare (associazioni di via o di quartiere) e generale (associazioni di categoria). Perché una cosa è certa: anche in questo comparto contano sì le scelte e le qualità individuali ma occorre avere la consapevolezza che da soli non si va da nessuna parte.
Antonio Schipa
Direttore Confesercenti Lecce
















se può interessare ecco qui la mia esperienza personale:
http://aprireunnegozio.altervista.org/
tutte le spese e le entrate che comportano un negozio