Crearsi un lavoro: l’ultima chance per tanti giovani
STORIE/TESTIMONIANZE DI PERSONE CHE SI SONO INVENTATE UN ESCAMOTAGE E CHE CON PAZIENZA E IMPEGNO SI REALIZZANO
Barbara: mi definisco chef a domicilio. Sono cresciuta nella cucina di mia nonna e le ho rubato il mestiere
Il giornalista Marco Ferrari afferma in un suo contributo che con la crisi economica pervasiva uno degli argomenti di discussione principale risulta il come creare un lavoro. Invece, purtroppo, la nostra società è sempre ancorata sul cercare lavoro. Pertanto, salgono sempre di più i malcontenti generali, le frustrazioni, le querimonie e i pensieri negativi. Le persone acrimoniosamente si lamentano, perché non c’è lavoro o perché i governi non sono in grado di assicurare un posto di lavoro. Questo fa parte di tutta quella serie di convinzioni limitanti e condizionanti, a cui si è sottoposti.
“Nella vita devi studiare, ti devi laureare, devi avere il posto fisso, i soldi si guadagnano solo con la fatica ecc.”. Tutte queste – dice il Ferrari – sono le convinzioni limitanti che mettono in testa dapprima i genitori e poi tutto il sistema fin da piccoli. Nessuno, però, parla di come creare un lavoro che rispetti proprio le passioni e i personali talenti.
Pertanto, oggi, non si contano le ditte totalmente in crisi, costrette a lasciare a casa il personale in preda alla disperazione e senza certezze per il domani. Ma fondamentalmente quello che occorre alla stragrande maggioranza delle aziende sono i clienti. Ora se ci si presentasse a loro con la possibilità di far acquisire clienti e aumentare il loro fatturato, non guarderebbero il curriculum o gli studi fatti.
Il mestiere in argomento, l’acquisizione clienti, è solo un modello di business, tra i tanti da adottare per il proprio nuovo lavoro. Sono utili le testimonianze di persone che hanno inventato un escamotage per lavorare con ingegnosità anche in periodi di “vacche magre” e crisi.
Signor Massimo Urso di Lecce, perché ha aperto il suo “centro bibite”?
Ho lavorato in questo ambito per diversi anni, poi per lo stato economico precario delle aziende, da disoccupato ho avuto l’idea di operare nello stesso servizio in proprio. Lavoro da 12 anni per una sessantina di utenti, anziani per lo più.
Vendo bevande, bibite (specialmente coca-cola e aranciate, oltre naturalmente all’acqua) soprattutto nei periodi di maggio-giugno e settembre-ottobre, rifornendomi all’ingrosso e maturando un 20% di guadagno, non di più, in quanto sono prodotti reperibili dappertutto.















