Crisi e Sanità/Griffati o generici. È soltanto una questione di portafogli?
L’ESPERTO/LA DURATA TEMPORALE DI UN BREVETTO È DI 15-20 ANNI
LA DIFFERENZA NEGLI ECCIPIENTI
Un medicinale è composto da uno o più principi attivi (principio attivo), dotati di attività farmacologica e da uno o più eccipienti, componenti non direttamente attivi ma che comunque modulano l’assorbimento e la risposta terapeutica del principio attivo, giocando di conseguenza un ruolo fondamentale per l’efficacia e la tollerabilità del medicinale. Il principio attivo viene sintetizzato da una ditta farmaceutica che investe capitali nella sua ricerca; se la ricerca va a buon fine – e si riesce a sintetizzare un farmaco con caratteristiche idonee per entrare nella pratica terapeutica – la ditta lo brevetterà. Dopo la scadenza del brevetto (che ha durata temporale limitata, 15-20 anni) qualunque ditta può produrre e commercializzare il farmaco come prodotto generico. Il farmaco generico (o equivalente) è un medicinale del tutto simile quantitativamente e qualitativamente al farmaco di marca; ha la stessa forma farmaceutica e via di somministrazione e il principio attivo viene assimilato e reso disponibile con simile velocità ed entità. Qualità, sicurezza ed efficacia del farmaco sono i tre requisiti fondamentali che consentono di ottenere l’autorizzazione all’immissione in commercio (Aic) da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) e devono essere dimostrati per tutti i medicinali, non importa se di marca o equivalenti.
La normativa prevede che un farmaco generico possa contenere eccipienti diversi rispetto al farmaco originale. Indipendentemente dalla composizione in eccipienti, se il principio attivo è rilasciato alla stessa velocità e nella stessa quantità nei due farmaci (cioè se risultano essere bioequivalenti) anche l’azione terapeutica sarà la stessa. Ci sono eccipienti, tuttavia, sia nei farmaci originatori sia negli analoghi generici, che richiedono particolare precauzione nell’uso da parte di alcune categorie di pazienti (ad es. il saccarosio per i diabetici o il lattosio per i soggetti intolleranti a questa sostanza), di conseguenza la presenza di questi eccipienti deve essere segnalata nei foglietti illustrativi di ciascun medicinale. In conclusione risulta opportuno chiarire i caratteri distintivi tra un farmaco di marca ed uno generico. Una prima differenza sta nel nome; nel caso del farmaco di marca, questo risulta essere un nome di fantasia (il marchio registrato) dato dalla ditta produttrice, mentre il farmaco generico prende il nome del principio attivo stabilito a livello internazionale seguito dal nome dell’azienda che lo immette sul mercato. La seconda differenza sta nel prezzo. Un farmaco generico ha un prezzo inferiore rispetto a quello di marca (almeno il 20%); questo è dovuto al fatto che le aziende devono sostenere soltanto i costi legati alla produzione e al controllo, senza dover affrontare i costi dovuti alla ricerca, allo sviluppo e alla protezione brevettuale.
Laura Colonna
















