Pubblicato in: Ven, Nov 22nd, 2013

Crisi e territorio/Trepuzzi/230 Famiglie sotto la soglia della povertà

La Fotografia/Sono tanti i nuclei che ogni 15 giorni ricevono dal Comune o dalle Caritas Parrocchiali il pacco alimentare. 

scaffali

Situazione difficile/Sindaco e Assessori hanno deciso di tagliarsi le loro indennità del 20% e di destinare quel denaro ai servizi sociali. 

IMG_2

I poveri non sono solo i componenti delle oltre 230 famiglie che ogni 15 giorni ricevono dal Comune o dalle Caritas parrocchiali i pacchi alimentari. La povertà a Trepuzzi è tanta e va al di là di ogni censimento laico o cattolico. La povertà è quella che ogni giorno si annida nelle picco­le cose di sempre che non si fanno più; la povertà sono tutte quelle rinunce che le famiglie sono costrette a fare; la povertà è quella incosciente schiera di mamme che sempre di più puntano sui gratta e vinci o quel numero assurdo di padri che scommettono ai videogio­chi. La povertà è una spirale dalla quale non si riesce più a tirarsi fuori e che fa sprofon­dare nell’abisso della dispera­zione che rischia di diventare depressione.

Non è facile combattere e soprattutto sconfiggere tutte queste povertà. Eppure a Trepuzzi ci provano in tanti, “perché – come dice don San­dro Scevola – il punto di forza dei trepuzzini è la generosità, è la voglia di condividere, è la capacità di fare rete a protezio­ne di chi ha bisogno”. Si comincia dal Comune, dall’azione di un’Ammini­strazione civica, che al di là del colore politico, ha deciso di mettere le politiche sociali al primo punto del proprio programma amministrativo. Non per niente il vicesinda­co Lucia Caretto che ha la delega alle Politiche sociali. È attiva sul campo per cercare di risolvere i problemi della po­vertà, soprattutto delle nuove povertà, quelle che dipendono dalle emergenze economiche nazionali, dalla crisi aziendale dell’Omfesa, dalla caduta del settore dell’edilizia, da un set­tore agricolo che non decolla neanche come occupazione di rifugio. “Spesso – dicono al Comune – la gente non ha ne­anche i 30 centesimi da pagare come diritti di segreteria per il rilascio dei documenti”.

La mancanza di risorse econo­miche è sempre più avvilente. Il Comune ha sempre meno fondi da destinare ai Servizi sociali, che continuano invece ad avere una richiesta sempre più massiccia e più pressante. Si ricorre per tutto al Comune: l’ufficio dei servizi sociali, che è retto da un assistente sociale, da un’impiegata ammini­strativa e da due “lavoratrici socialmente utili” a 20 ore settimanali, è il front-office più battuto, tanto da sembrare sotto assedio dei tanti bisognosi, tutti reali (purtroppo!) e con problemi urgenti da risolvere. Non si può non dare ascolto a chi non ha i soldi per pagare le bollette o le rate dei mutui o i canoni d’affitto o i ticket sanitari o la mensa scolastica, a chi è affetto da malattie gravi o è anziano e solo, a chi non ha una casa o non ha i soldi per comprare i vestiti e da man­giare: quasi tutti per una sola causa, la mancanza del lavoro. E l’assessore si ritrova sempre una coperta più corta: ecco perché tutti gli amministratori, a partire dal Sindaco, han­no deciso di tagliarsi le loro indennità del 20 per cento e di destinare quei soldi ai Servizi sociali.

IMG

E l’assessore, con i suoi uffici, ha imparato ad usare “i proces­si di autoriparazioni”,  a raccogliere indumenti, a dare in casi estremi contributi in denaro, a distribuire i pacchi alimentari ritirati dal Banco delle Opere di Carità, a portare a domicilio i pasti caldi agli anziani ad un costo di 2 euro (il pasto fornito è tanto abbondante da bastare per il pranzo e per la cena), a fare assistenza domiciliare, ad esonerare dal pagamento della mensa scolastica i piccoli figli di chi non ha un reddito o ne ha uno troppo basso, a dare i “buoni lavoro” agli ex carcerati e alle donne sole e a collabora­re con le parrocchie lì dove il Comune non può arrivare.

Si sono ben organizzate le tre parrocchie di Trepuzzi per portare soccorso ai vecchi e nuovi poveri, anche a quelli che, con un pizzico di “narcisi­smo”, mantengono sommerse le loro condizioni precarie, di tutto il territorio di un Comune che conta quasi 15.000 abitanti. Il coordinamento parrocchiale è nelle mani dei parroci, don Vincenzo Marinaci di Maria SS. Assunta, don Enrico Chi­rizzi di San Michele Arcangelo e don Sandro Scevola della Santa Famiglia, che hanno il loro “braccio armato” contro le povertà nelle responsabili delle tre Caritas: in Renata Schäffer per l’Assunta, Lucia Bianco per San Michele e Aurelia Filippi per la Santa Famiglia. Ogni parrocchia ha il suo buon Centro d’ascolto, un servizio che funziona bene e che porta i volontari ad arrivare a dare una mano a chi più ha bisogno.

Il lavoro delle Caritas non è solamente la distribuzione dei pacchi alimentari che ogni 15 giorni vengono distribuiti a più o meno 230 famiglie. “Il nostro – dicono all’unisono le tre re­sponsabili Caritas – è un lavoro non facile e non semplice, per­ché spesso dobbiamo trattare con uomini immigrati che per loro cultura non sopportano ne­anche di confrontarsi con una donna o arrivare in abitazioni segnalate dalle forze dell’or­dine e qualche volta abbiamo anche accompagnato le mogli in carcere”. Il volontariato sociale a Trepuzzi non è delegato solo alle parrocchie, ci sono anche molte organizzazioni laiche impegnate nel settore, fra le altre va ricordato il “Progetto Refuge”, che cura in particola­re l’inserimento nella comunità cittadina di tutti gli immigrati, e il Centro di “Casa Connò”, che opera per aiutare i tossi­codipendenti e gli alcolisti. “La cosa bella – dicono ancora alla Caritas – è che comincia ad esserci una vera rete fra il Comune e tutte le organizza­zioni di volontariato, tanto che cominciano ad esserci scambi di presenze fra i vari gruppi. Si cominciano a vedere immigrati che vengono ad ascoltare nei gruppi di catechesi e i loro bambini che frequentano il doposcuola; la Caritas porta sostegno materiale a Casa Connò e i loro giovani ven­gono a partecipare alla nostra Messa domenicale”.

Pages: 1 2 3

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti