Pubblicato in: Ven, Lug 11th, 2014

Crisi nel Salento… Edilizia in ginocchio

Drammatico calo del mercato immobiliare…

27

A colloquio con Giampiero Rizzo, Presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori  Edili della Provincia di Lecce. 

“In Provincia di Lecce variazioni negative nelle compravendite sia nel comune capoluogo (-10,8%), sia negli altri Comuni Salentini (-12%)”.

Giampiero Rizzo

“Circa i lavori pubblici si avverte un piccolo cambio di passo rappresentato dalla rapida attuazione ai programmi infrastrutturali: 7mld”. 

“Il rilancio della crescita passa per il migliora­mento di due fattori determinanti per l’e­conomia, ovvero il potenziamento delle esportazioni e la spin­ta del mercato interno attraverso la ripresa del settore delle costruzioni” così l’Associazione Na­zionale Costruttori Edili. Analizziamo la crisi nel nostro territorio con il dottor Giampiero Rizzo, presidente dell’Ance di Lecce e provincia.

Dott. Rizzo, dall’ultimo rapporto della FederCostruttori risulta che c’è stata una contrazione del mer­cato dell’edilizia del 25%. Qual è la situazione in provincia di Lecce?

Nel 2013, per il sesto anno con­secutivo, il settore delle costruzioni è stato caratterizzato da una drammati­ca crisi, sia nella componente privata che in quella pubblica. Le previsioni per il 2014 sono ancora negative e sullo sfondo c’è la perdita di quel pa­trimonio che sono le imprese e le mae­stranze salentine. In sei anni, dal 2008 al 2013 gli investimenti in costruzioni hanno subito una riduzione del 30%, collocandosi su un livello paragonabi­le a quello del 1967. La nuova edili­zia abitativa segna un calo del 53,9%, l’edilizia non residenziale privata del 33,4%, mentre le opere pubbliche regi­strano una caduta del 45,2%.

Quali sono i fattori che incidono nella crisi del settore?

Certamente il forte contenimen­to della spesa pubblica con la con­seguente riduzione dei trasferimenti alle Amministrazioni del territorio che hanno tagliato gli investimenti. Inve­stire in edilizia vuole dire creare un circolo virtuoso, in quanto i vantaggi dell’indotto si diffondono con mag­giore rapidità rispetto a quanto av­viene negli altri settori produttivi. Va infatti evidenziato come un milione di euro investito in edilizia attivi un giro di affari quasi doppio e che ogni mi­liardo consente di creare tra i 20 ed i 25.000 posti di lavoro. Alla carenza di investimenti si accompagnano gli ef­fetti del Patto di Stabilità Interno che incidono non solo sulla capacità di spesa degli Enti locali ma provocano anche fortissimi ritardi nei pagamen­ti alle imprese. L’obbligo di far qua­drare i conti pubblici è stato ribaltato sulle imprese che, oramai, corrono il rischio di fallire più per crediti che per debiti . Ed è questo un paradosso tutto italiano. Come lo è il prevalere nella attività della burocrazia della cultura dell’adempimento contro la cultura del risultato. Voglio dire che quan­do le scelte sono state approvate ed i percorsi decisionali hanno eseguito i corretti iter istituzionali, non ha senso che si fermi la fase ultima, quella della operatività. Dobbiamo fare sistema, promuovere sinergia tra pubblico e privato per cogliere l’obiettivo comu­ne dalla crescita. Un altro fattore non secondario riguarda il rapporto tra credito, imprese e potenziali clienti. Abbiamo un sistema creditizio che at­tua nei confronti del settore edile una politica di restrizione che non ha pre­cedenti nella storia del nostro Paese. L’impresa edile viene guardata con sospetto ed ogni richiesta di finanzia­mento che avanzano viene analizzato con il bilancino del farmacista. La dose di rischio delle imprese viene ritenuta oltremodo eccessiva e quindi il finanziamento difficilmente concedi­bile.

Esiste al momento attuale un seg­mento che ha tenuto rispetto al negativo andamento generale?

Solo gli investimenti in riqualifi­cazione del patrimonio abitativo dal 2008 al 2013 mostrano un aumento del 16,5% grazie anche agli effetti di sti­molo degli incentivi fiscali legati alla riqualificazione ed all’efficientamento energetico. Senza l’apporto di questo comparto, che ormai rappresenta il 37,3% del mercato, la caduta degli in­vestimenti in costruzioni raggiunge il 43,6%. Le previsioni Ance per il 2014 segnalano ancora una flessione degli investimenti in costruzioni del 2,5% in termini reali. L’attenuazione della ca­duta rispetto agli anni precedenti è le­gata alla proroga ed al potenziamento degli incentivi fiscali per gli interventi di riqualificazione del patrimonio abi­tativo ed alle misure di rilancio del mercato dei mutui.

Quali sono le soluzioni politiche e di iniziativa privata attuabili per rilanciare il settore?

Per un effettivo rilancio del set­tore, occorre, inoltre, utilizzare rapi­damente le risorse disponibili per le infrastrutture dando rapida attuazione ai programmi di opere medio-piccole finanziati con particolare riferimento alle risorse destinate alle scuole, alla riduzione del rischio idrogeologico, alla riqualificazione delle città e ai “6.000 campanili”.

Qual è la situazione generale in Puglia?

Complessivamente, nell’arco dei sei anni 2008-2013, il Pil della Regio­ne si è ridotto dell’11,6% in termini re­ali contro l’8,9% rilevato per l’Italia. Per l’anno in corso si prevede un lieve segnale positivo dell’attività econo­mica regionale (Pil +0,1% rispetto al 2013 in Puglia; +0,7% in Italia).

Nello specifico, come si presenta l’ambito delle costruzioni?

Per il settore delle costruzioni, in particolare, il quadro regionale risul­ta fortemente negativo. I dati Istat sul valore aggiunto delle costruzioni indi­cano per il 2012, una accentuazione della caduta, registrando un forte calo del 9,4% in termini reali su base an­nua. Nell’arco dei cinque anni 2008- 2012, il valore aggiunto delle costru­zioni si è ridotto del 26,1% in termini reali, risultando il settore economico più penalizzato dalla crisi. Nello stes­so periodo, infatti, l’industria in senso stretto evidenzia un calo del 18,5% del valore aggiunto, l’agricoltura del 14,1% ed i servizi registrano una fles­sione più contenuta del 3,1%.

Le ultime analisi di mercato rivela­no che un segnale evidente della crisi imperante è la pesante ridu­zione delle nuove iniziative cantie­rabili nel comparto abitativo. Cosa palesano i dati relativi alla provin­cia di Lecce?

Nella provincia di Lecce, in parti­colare, i permessi di costruire su abita­zioni hanno iniziato a ridursi progres­sivamente dal 2008 e in quattro anni (2008-2011) la flessione è stata del 48,7%.

5

Qual è la situazione nel settore del­le opere pubbliche?

Sul fronte delle opere pubbliche, i risultati provenienti dal sondaggio con­giunturale condotto dalla Banca d’Ita­lia confermano per il 2013 situazioni di difficoltà del comparto, sebbene con una valutazione meno negativa rispetto al resto del settore. Il sondaggio evi­denzia una prevalenza di 30 punti per­centuali della quota di imprese che di­chiara una riduzione di attività rispetto a quelle che stimano un aumento. Il monitoraggio Ance Infoplus sui ban­di per lavori pubblicati rileva, in Pu­glia, nel 2013, un calo dell’importo posto in gara del 13,9% su base annua.

Quali i motivi di questo calo?

Tale risultato è dovuto all’assenza di bandi di taglio superiore ai 50 milioni di euro contro le tre pubblicazioni dell’an­no precedente (per complessivi 223 mi­lioni di euro). Per i lavori di importo inferiore ai 50 milioni di euro si registra un aumento tendenziale del 5,6%.

Questa difficile realtà grava in modo preponderante sul mondo dell’occupazione. Quali sono i nu­meri della crisi?

L’occupazione continua a risentire pesantemente della crisi settoriale: i dati delle Casse edili evidenziano, per la Puglia, flessioni marcate nel qua­driennio 2009-2012: il numero di ore lavorate subisce un calo del 35,9%, gli operai iscritti sono diminuiti del 29,2% e le imprese iscritte del 17,6%. Anche nei primi undici mesi del 2013 si regi­strano flessioni tendenziali significa­tive, con ulteriori riduzioni del 18,3% per le ore lavorate, del 19,6% per gli operai iscritti e del 13,9% per le im­prese. Anche dai dati Istat sulle forze di lavoro emerge una situazione dram­matica: gli occupati nel settore in Pu­glia hanno visto riduzioni progressive a partire dal 2009 e nel 2013 l’intensità della flessione si è ulteriormente raf­forzata: nei primi 9 mesi dello scorso anno infatti il numero di occupati nelle costruzioni nella regione è diminuito del 19% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente contro il -5,8% del 2012. Complessivamente tra il pic­co del secondo trimestre 2008 (circa 138mila occupati nel settore) e il terzo trimestre 2013 (83mila) in Puglia le co­struzioni hanno perso 54.600 occupati che corrispondono ad un calo in termi­ni percentuali del 39,6%. Anche nella provincia di Lecce l’occupazione nel­le costruzioni evidenzia una dinamica negativa: tra il 2008 e il 2012 (ultimo dato disponibile a livello provinciale) i lavoratori operanti nelle costruzioni si sono ridotti di circa 8.400 unità, per una flessione in termini percentuali di circa il 30%.

Il mercato immobiliare è in calo dal biennio 2007-2008 e sino ad oggi abbiamo raggiunto il minimo storico, questa discesa continuerà ancora?

Innanzitutto si conferma il trend negativo in atto dal 2007. Il merca­to immobiliare residenziale in Puglia continua ad essere caratterizzato da una riduzione delle unità abitative scambiate, confermando il trend nega­tivo in atto dal 2007. Il numero di abi­tazioni compravendute, secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, registra nel secondo trimestre 2013, un’ulteriore flessione del 6,7% nel confronto con lo stesso periodo del 2012, che segue il calo del 6,5% rilevato nel primo tri­mestre. Complessivamente nel periodo gennaio-giugno 2013 si rileva una di­minuzione tendenziale del 6,5%. In sei anni (2007-2012) il numero di unità abitative compravendute si è ridotto del 44,7% passando da 48.226 a 26.675.

Quali i motivi principali di questo trend?

La diminuzione delle compraven­dite di abitazioni rilevata nei primi sei mesi del 2013, è da ascrivere esclusiva­mente al proseguimento del trend nega­tivo dei comuni non capoluoghi (dove si concentra circa il 75% degli scambi), nei quali si rileva un’ulteriore diminu­zione del 9,1% del numero di transazio­ni effettuate (-43,3% dal 2007 al 2012). Di contro nei comuni capoluogo si re­gistra un aumento del 2,9% rispetto al primo semestre 2012 (-49,5% dal 2007 al 2012). In particolare, la provincia di Lecce continua a manifestare variazio­ni negative sia nel comune capoluogo (-10,8% nel confronto con il primo se­mestre 2012) sia negli altri comuni del­la provincia (-12%).

Si può individuare, in particolare, un elemento penalizzante?

Sicuramente si può imputare buona parte del problema al razionamento del credito da parte delle banche alle im­prese e alle famiglie. In Puglia nei pri­mi nove mesi del 2013 i mutui erogati per investimenti in edilizia residenziale si sono ridotti del 38,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, dopo la rilevante caduta del 47,8% nel periodo compreso tra il 2007 ed il 2012. Per il comparto non residenziale i finanziamenti erogati registrano una flessione del 19% nel confronto con i primi nove mesi del 2012 (già -57,3% tra il 2007 ed il 2012). Anche nella pro­vincia di Lecce si registrano cali signi­ficativi nei mutui erogati alle imprese. Nei primi nove mesi del 2013 il flusso di nuovi mutui per investimenti nel residenziale registra un calo del 20,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-57,2% tra il 2007 ed il 2012), mentre nel non residenziale la flessione si attesta al 20,2% (-55,5% nei cinque anni precedenti).

Quali le soluzioni a questa crisi?

È necessario un cambio di passo nelle politiche di bilancio che consenta un riequilibrio delle componenti della spesa pubblica. Solo così sarà possibile ricavare spazi nel bilancio per poten­ziare i flussi di spesa da destinare alla realizzazione di infrastrutture necessa­rie al Paese, sostenendo lo sviluppo e la crescita economica. In particolare, è urgente mettere in sicurezza il territo­rio dai frequenti dissesti idrogeologici, riqualificare e ammodernare il patri­monio scolastico, oltre che realizzare piccole e medie opere funzionali alla riqualificazione delle città. Un buon punto di partenza è rappresentato dalla rapida attuazione ai programmi infra­strutturali già autorizzati in termini di cassa, per un importo di circa 7 miliar­di di euro. I frequenti eventi catastrofici che hanno interessato il nostro territo­rio negli ultimi tempi dimostrano, infat­ti, come il risanamento idrogeologico del territorio e la messa in sicurezza del patrimonio siano questioni prioritarie per il Paese.

Pensa che oltre alle negative anali­si di mercato e ai fiduciosi progetti di superamento della crisi ci siano dati concreti di ripresa reale?

Qualche timidissimo segnale di attenzione al settore si comincia a ve­dere nell’azione politica. Mi riferisco ai finanziamenti che interessano le riqualificazioni e l’ammodernamento del patrimonio scolastico di cui anche la nostra provincia è beneficiaria. E a riguardo mi è stato detto che dovrebbe­ro arrivare ancora dei fondi. Abbiamo poi la nuova programmazione dei fon­di europei 2014-2020 che dovrebbero mettere in campo risorse disponibili per le infrastrutture di rete. Ed è agli enti locali, Regione in primis, che tocca i compito di saper intercettare i fondi attraverso una progettazione veramen­te reale. Mi faccia concludere con una sommersa nota di ottimismo perché vogliamo essere orgogliosi nelle con­dizioni del mestiere che facciamo, che è poi di creatori dello sviluppo del ter­ritorio. Ma vogliamo essere messi nelle condizioni di farlo. Perché sappiamo di avere la capacità di innovare, di trova­re nuova soluzione costruttiva. Perché crediamo che molto ci sia da fare so­prattutto in un politica edilizia rivolta alla ristrutturazione, riutilizzando e valorizzando il patrimonio edilizio esi­stente, riprogettando i nostri paesi per essere luogo di incontro, di vita lavora­tiva e sociale e non di traffico. Il roman­ziere Paulo Coelho ha detto “nessuna notte è tanto lunga da non permettere al sole di sorgere”. In sostanza c’è un tempo per soffrire, ma anche un tempo per raccogliere i frutti dell’impegno e della tenacia. 

Pages: 1 2

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti