Cultura del Territorio… Per conoscere e valorizzare il nostro Patrimonio
A colloquio con Lino De Matteis, Direttore della Guida Turistica “Il Grande Salento” sull’originalità dei percorsi turistici.
“Amore per la propria terra, decoro dei beni e tutela delle bellezze naturali rendono possibile la magia che ammalia il turista”.
Morciano di Leuca-Barbarano, Santuario di Santa Maria del Belvedere, detto Leuca Piccola
[Foto Glocal Editrice]
Il Salento è una meta sempre più ambita in tutto il mondo. Eppure, nonostante la sua varietà ed estensione, le località proposte dai media sono sempre le stesse. Chiediamo a Lino De Matteis, direttore della guida turistica “Il Grande Salento”, quali sono i percorsi inconsueti che un turista può sperimentare qui?
Tutto il territorio salentino è uno scrigno inesauribile di luoghi da scoprire. La sua ricchezza maggiore sono proprio i piccoli borghi, dove basta lasciarsi andare per le viuzze dei centri storici per vivere un’atmosfera incantata. Particolarmente suggestivo è anche un percorso alla scoperta dei tantissimi ipogei, frantoi e chiese rupestri, che costellano la sua campagna.
Come promuovere questi luoghi perché siano valorizzati al pari di quelli turisticamente più appetibili?
Bisogna insistere sullo sviluppo di una vera “cultura del territorio” per conoscere, tutelare e valorizzare quello che abbiamo, dal patrimonio monumentale e architettonico alle bellezze naturali, senza scordare le tradizioni folkloristiche ed enogastronomiche. Invece assistiamo a massicci investimenti su una miriade di eventi che lasciano il tempo che trovano.
Supersano, Cripta della Madonna Coelimanna -[Foto Glocal Editrice]
Vuol dire che gli eventi non servono?
Certamente i microeventi che riempiono le strade e i centri storici fanno colore e calore e riempiono le serate di chi cerca qualche ora di svago, anche se poi, al mattino dopo, è tutto finito ed evaporato, avendo lasciato solo pochi spiccioli a qualche bancarella, bar o ristorante e tanta sporcizia per terra. L’esperienza degli anni scorsi insegna. Bisognerebbe invece insistere sul “turismo sostanziale” e individuare solo pochi eventi legati alla cultura e alle tradizioni del territorio.
Cosa cerca un turista quando raggiunge il Salento?
Il turista si reca in un luogo principalmente per vedere e godere delle sue bellezze storico-architettoniche, archeologiche e ambientali, conoscere le tradizioni e gustare i suoi cibi. Ma, sovente, ciò che rappresenta il patrimonio turistico primario, come chiese, palazzi, castelli, monumenti, centri storici … è mal conservato, sporco e trascurato.
Specchia, centro storico – [Foto Glocal Editrice]
In che modo potremmo superare lo stereotipo che vede la nostra terra identificata esclusivamente con il mare e il clima mite, destagionalizzando il flusso turistico?
Ma anche per destagionalizzare ci vuole più “cultura del territorio”, che vuol dire, naturalmente, tante cose: dall’amore per la propria terra alla sua valorizzazione, dal decoro dei suoi beni monumentali alla tutela delle sue bellezze naturali, dall’ospitalità all’autenticità degli eventi … Tutti insieme questi elementi rendono possibile quella miscela magica che può ammaliare i turisti tutto l’anno e farli ritornare per riassaporarla meglio.
Le nuove tecnologie consentono di vivere il viaggio come un’esperienza sempre più interattiva e multisensoriale. Questi strumenti rendono il visitatore più distratto o più consapevole della cultura geografica con cui sta entrando in contatto?
Le tecnologie possono rappresentare un vantaggio operativo, ma la vera assimilazione di un luogo è quello di chi lo scopre e lo vive personalmente.
Grazia Pia Licheri



















