“Cura Di Bella”/Carlo Madaro: nessuno può negare il diritto di sperare
Si tratta, allora, solo di garantire parità di eventuali possibilità di scelta?
Altrimenti, si creerebbe, infatti, una disparità di trattamento. Dovremmo sempre dare una speranza, una chance di sopravvivenza a queste persone: tanto a chi può pagare, tanto a chi non può e che risulterebbe discriminato e credo che non vi sia discriminazione peggiore. Assicurare pari chance di trattamento, solo questo.
Nel 1998 c’è stata, comunque, la bocciatura scientifica della “Terapia Di Bella” da parte del Ministero della Salute in seguito ad una sperimentazione clinica. Tra l’altro, sembra che si possano rilevare forti analogie con l’attuale vicenda “Stamina”…
Come la recente vicenda “Stamina”, la “Terapia Di Bella” ha moltissimi seguaci anche nella classe medica. Si tratta di un cocktail di medicinali testati e che sono in commercio e il prof. Di Bella ha avuto solo l’intuizione di assemblarli e dalla loro combinazione ha tratto il convincimento sul campo, sulla base di sue esperienze professionali con risultati positivi, testandola sugli animali e poi somministrandola anche sui malati terminali che, di solito, la medicina tradizionale tende ad abbandonare. Lo Stato dovrebbe sviluppare la propria sensibilità nello stare vicino ai malati e, su loro scelta come su consiglio dei medici di famiglia, dovrebbe aiutare i pazienti anche utilizzandola come terapia antidolorifica per un miglioramento della qualità della vita e soprattutto per un potenziamento delle difese immunitarie. Tra l’altro, essa non è molto aggressiva, come potrebbe essere invece la chemioterapia che a volte sortisce effetti collaterali molto pesanti ed estranei alla “Cura di Bella”.
Che rimane priva di successo certo…
D’accordo, il risultato non è scientificamente prevedibile, poiché non si può conoscere sulla base della sola teoria in quali casi funzionerà meglio che in altri. Tuttavia, dove essa trova una mappa genetica individuale positiva, dà risultati, a volte, eccezionali. È un metodo alquanto innovativo per affrontare la malattia oncologica, che come sosteneva lo stesso Di Bella serve ad aiutare l’organismo nel fronteggiare con le proprie forze il male che si sviluppa all’interno del corpo, senza invadere e aggredire maggiormente il metabolismo. Tutto ciò potrebbe valere anche per il metodo “Stamina”: come non ricordare quei casi in cui vi sono persone che prima erano paralizzate e ora iniziano a camminare e a muoversi… Non ci sbilanciamo nel dire che il metodo funziona, ma, rimane comunque, è un valido aiuto per chi è preda della malattia e della disperazione. Del resto la medicina non è una scienza esatta come la matematica, ma empirica. Necessita, comunque, di verifiche sul campo.
Lei personalmente, anche sulla base delle numerose esperienze che ha potuto conoscere direttamente, ha maturato nel tempo convincimenti personali riguardo all’efficacia della cura anti-tumorale e ai diritti dei singoli malati?
Personalmente, pur non essendo medico, con stato che se i risultati a monte non sono prevedibili… allora, la strada migliore è quella di iniziarli a proprie spese su se stessi. Non critico assolutamente il Ministero, poiché si sa che le risorse a disposizione o già impiegate sono economicamente limitate e che, quindi, non possono essere stanziate per terapie sulla cui efficacia vi sono dei dubbi. A volte si è verificato un certo tipo di rallentamento della progressione del male e di prolungamento dei tempi di sopravvivenza. Ho qualche esperienza riguardo ai tumori al pancreas: sono i peggiori, i più aggressivi. Si muore nel giro di pochi mesi tra sofferenze indicibili, dove in alcuni casi si è verificato un prolungamento della vita senza sofferenze, perché l’organismo ha risposto positivamente. Nessun tribunale potrà negare tutto questo, perché anche il giudice ha una sua umanità e una sensibilità, per cui il Ministero o le Asl non dovrebbero contrapporsi, ma piuttosto favorire l’ammalato. Penso che sia una strada, ma anche un compromesso con le esigenze di bilancio ministeriale per distribuire equamente le proprie risorse.
L’EX PRETORE DI MAGLIE/FIN DALL’INIZIO DIFENSORE DEL DIRITTO DI CURA
Carlo Madaro è stato magistrato di Cassazione e Pretore a Maglie. Nel 1998 è stato insignito del prestigioso premio “Livatino” (Premio Internazionale all’impegno sociale “Rosario Livatino”).
È stato Consigliere provinciale e assessore comunale. Come docente universitario ha scritto un libro sulla cura contro il cancro del dott. Luigi di Bella, una controversia che lo vide protagonista e divise l’opinione pubblica negli anni novanta.

















