Dal Carcere Minorile a Papa Wojtyla
Quattro ragazzi e il futuro Santo…
Un’udienza record durata oltre venti minuti alla fine di quella generale di mercoledì 17 dicembre ‘97, ultima prima del Natale. Con lo scrivente erano presenti quattro giovani minorenni del Salento provenienti dal carcere minorile delle tre province dell’omonimo distretto giudiziario. Un’udienza impensata prima dell’attuale riforma “aperturistica” del 1956. Vi partecipò pure l’allora direttore generale dott. Pino Magno, il direttore locale dott. Cosimo Gaballo con una rappresentanza del Servizio sociale, della quale, oltre ai partecipanti oggi tutti in pensione, ricordiamo la signora Lydia Trento ancora in servizio. Ovviamente, guidava il gruppo il cappellano generale, mons. Giorgio Caniato.
Un ragazzo di terza liceo, a nome dei quattro presenti e dei ventisei assenti, a fine udienza tenne un interessante e proficuo colloquio col vaticanista Giampaolo Mattei dell’Osservatore Romano, un testo ormai prezioso cimelio giornalistico conservato in Curia Diocesana per la cronaca di quella lontana udienza papale (cfr. Osservatore Romano, 18 – XII – ‘97, pag. 5). In quei memorabili venti minuti d’incontro, il gruppo salentino portò, per offrirli al Santo Padre, vari doni: album fotografici, quadri di pittura contemporanea realizzati dagli stessi ragazzi e un bel presepe di rara fattura. Dal suddetto colloquio – intervista è interessante stralciare alcune righe: “Ci sembra impossibile essere qui. Ci sembra impossibile che il nostro presepe sia benedetto dal Papa. Se fossimo stati in famiglia lo avremmo costruito con i nostri genitori. Abbiamo insistito per avere tutti i permessi perché il Natale è un giorno di speranza per noi, che alla nostra giovane età stiamo vivendo l’esperienza del carcere”. Anche il Santo Padre, era visibilmente commosso.
Oronzo De Simone
















