Dal Vescovo Oronzo ai giorni nostri
GLI ULTIMI SECOLI
Il secolo dei lumi, nell’Italia meridionale, si apre con l’avvento della dinastia borbonica anche in Terra d’Otranto. I leccesi acclamarono Filippo V e il suo figlio, Carlo III, il 25 maggio del 1734. Importante vescovo del periodo fu Sozi-Carafa (1751-1783), napoletano della congregazione dei somaschi, il quale proseguì sulla scia delle visite pastorali e del governo pastorale, provvedendo a instaurare un clima di serenità tra gli ordini religiosi. Sotto il suo governo si accese l’odio contro i gesuiti. L’espulsione, a Lecce, fu eseguita il 21 novembre 1767. Fu deciso anche di venderne i beni. L’antico collegio dei gesuiti venne acquistato dai benedettini di Montescaglioso (detti cassinesi) che vi fecero l’ingresso nel 1778. A fine secolo, a Lecce venne proclamata la repubblica napoletana, sotto l’influsso della rivoluzione francese. La cittadinanza si ribellò contro i repubblicani che furono scacciati, ma solo per poco. Infatti, dopo alterne vicende, i francesi rivoluzionari si insediarono nel Regno delle due Sicilie nel 1806, quando Giuseppe Napoleone entrò a Napoli. Le nuove leggi prospettanti l’abolizione degli ordini religiosi comportarono la fine degli ordini regolari, esclusi gli ordini mendicanti: così furono trasformati i conventi dei Carmelitani, di S. Matteo, di S. Teresa, dei Celestini e dei Teatini. Con la fine dell’impero napoleonico e il ritorno dei borboni, alcuni ordini regolari ritornarono. I gesuiti giunsero nel 1830 e rifondarono il Collegio; seppur con limitate risorse, ritornarono anche i Teatini. I vincenziani, che mai si erano allontanati, ma che avevano perso la Casa, la riebbero nel 1816 e fu loro superiore, nel 1834, il santo Giustino De Iacobis. Vescovo di rilievo dell’Ottocento a Lecce fu mons. Caputo (1819-1862), il quale, appoggiò i moti rivoluzionari, come attesta la benedizione del vessillo tricolore nella rivoluzione del 1848. Ciò gli costò l’ira borbonica, tanto che nel 1856 fu invitato a recarsi a Capua, anche per l’accusa di alcuni vescovi.
Mons. Luigi Zola
Tornato indenne, nel 1860, insieme al Capitolo, inviò un messaggio beneaugurale a Giuseppe Garibaldi. Il presule principale del periodo unitario fu Salvatore Luigi dei Conti Zola (1877-1898). Il suo episcopato si caratterizzò per lo spirito di preghiera, povertà personale e vicinanza al popolo. Accolse il beato Filippo Smaldone, fondatore delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori, un’opera che si prefigge, ancora oggi, l’educazione umana e cristiana dei sordomuti. Egli riuscì ad ottenere il Seminario, che con l’esproprio degli anni 1866-67, era divenuto caserma. Il ‘900 inizia con l’episcopato del Trama (1901-27), il quale combatté gli errori del modernismo, celebrò il congresso eucaristico del 1925 e provvide allo sviluppo della fede in tempi terribili (prima guerra mondiale): aiutò gli orfani di guerra con la diffusione di asili infantili e orfanotrofi, affidati a varie congregazioni religiose. I Laici vennero inquadrati in varie associazioni (Azione Cattolica, Terziari Francescani, Dame di Carità, Confraternite varie). Promosse anche la nascita del Piccolo Credito Salentino, prima banca cattolica nel Salento. Nel 1908, nacque il Seminario regionale, retto dai gesuiti, ma l’edificio fu requisito nel 1915, a causa dello scoppio della I guerra mondiale e trasformato in ospedale militare. Il futuro seminario regionale fu aperto a Molfetta, presso il seminario vescovile, essendo primo rettore Raffaello Delle Nocchie, segretario di mons. Trama. Successore di Trama, fu mons. Costa, di cui rammentiamo l’amore per il seminario e l’impegno per le vocazioni sacerdotali e le confraternite. Il vescovo Minerva (1950- 1981) applicò il Vaticano II, trovando, a volte, ostacoli e resistenze, ma costruendo numerose nuove Chiese e fondando diverse parrocchie in un periodo di forte espansione della città e della diocesi. Sotto il suo governo, la Chiesa di Lecce ospitò, nel 1956, il Congresso eucaristico nazionale, si celebrarono due congressi mariani e, nel 1980, Minerva divenne il primo arcivescovo metropolita, riuscendo a sopravanzare la diocesi idruntina. Sotto il suo episcopato, nacque il settimanale, tutt’oggi operante, de L’Ora del Salento, retto per primo dall’avv. Giovanni Bellini di Monteroni (1963) e fu promosso l’Istituto di Scienze Religiose (1959), divenuto Istituto Superiore una decina di anni dopo. Dopo il breve, ma intenso episcopato di mons. Mincuzzi, ha retto la diocesi, mons. Ruppi, il quale ha celebrato un Sinodo diocesano ed ha accolto la prima visita di un Pontefice a Lecce: il papa Giovanni Paolo II (17-18 settembre 1994).
Mauro Carlino
















