Pubblicato in: Ven, Mar 21st, 2014

Dalla Ceneri alla Pasqua/Cercando l’acqua che disseta per sempre

A mano a mano che si avanza verso la Pasqua del Si­gnore si fa più esplicita la catechesi sul Sacramen­to del Battesimo: acqua che disseta (la samaritana al pozzo di Giacobbe), illuminazione della vita per la fede ricevuta (il cieco alla fonte di Siloe), pas­saggio dalla morte alla vita (Lazzaro già morto, torna in vita). Il contesto socio ambientale nel quale si svolge il dialogo tra la Samaritana e Gesù è quello della Samaria. Il territorio della Samaria si estende tra la Galilea e la Giudea di conseguenza per raggiungere Gerusalemme, partendo da Nazareth, si è ob­bligati ad attraversare la Samaria, a meno che non si percorre la strada che costeggia il lago di Tiberiade e prosegue lungo la sponda del Giordano, una volta giunti a Gerico si procede salendo a Gerusalemme.

Gli abitanti sono detti samaritani che si distinguevano all’interno dell’antico Israele per il fatto che mettevano in dubbio alcune tradizioni e non riconoscevano l’unicità del Tempio di Gerusalemme. I samaritani si recavano nel loro tempio sul Monte Corazim e qui celebravano il sacri­ficio pasquale per questi motivi i samaritani erano considerati dagli altri ebrei scismatici, malvisti, anzi proprio disprezzati. Il territorio di Israele scarseggiava e scarseggia di acqua. Questo il motivo che ha spinto la popolazione del luogo a scavare do­vunque delle cisterne nelle quali raccogliere l’acqua piovana.

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Si scavavano anche dei pozzi, impresa più difficile, a motivo della profondità dove poteva trovarsi una vena d’acqua. Il pozzo di Giacobbe è in territorio samaritano precisamente ai piedi del monte Corazim presso il quale avvenne l’incontro tra il giudeo Gesù e la donna samaritana. Molti sono i dettagli sul dialogo intercorso tra i due e riportato dal vangelo di Giovanni.

La conversazione inizia dalle appartenenze poi dai luoghi, dai riti, dalle e subito si sposta sull’umanità ferita e bisognosa di guarigione, sull’adorazione di un Dio “spirito e verità” attento ai cuori delle persone e premuroso per le loro ferite. Gesù si presenta alla samaritana non come un fedele osservante di ritualità ma come profeta che allarga l’orizzonte visivo, della mente e del cuore. Egli afferma che Dio è “spirito e verità” per cui non ha bisogno di spazi chiusi. Nel dialogo Gesù introduce un nuovissimo elemento dalle proprietà sorprendenti, infatti Gesù parla di “acqua nuova” che disseta per sempre (riferi­mento all’acqua del battesimo), nello stesso tempo smorza l’importanza della provenienza etnica delle persone e svuota di contenuto il sacrificio di tori e agnelli. Il battesimo ci fa nuove creature e nuovo è pure l’atteggiamento che dobbiamo assu­mere verso i samaritani, in particolare “verso una samaritana, donna e peccatrice”.

Padre Antonio Febbraro

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