Pubblicato in: Ven, Mar 28th, 2014

Dalle Ceneri alla Pasqua/Era un uomo cieco ora è nuova creatura

Come Gerusalemme fu la meta di tutta la vita di Gesù così Gerusalemme è la meta del cammino quaresimale di tutta la Chiesa. Oggi sostiamo proprio nella città santa precisamente a Siloe, estremità sud-orientale dell’abitato. Qui al tempo di Gesù scaturiva l’acqua della fonte omonima che la si riteneva terapeutica e perfino miracolosa. In questo piccolo spazio si colloca l’episodio della guarigione del cieco da parte di Gesù, evento registrato dall’evangelista Giovanni con molti particolari anche simbolici.

Evidenzio il facile ac­costamento tra quanto è accaduto presso la piscina di Siloe e quanto accade nell’amministrare il sacramento del battesi­mo: l’acqua della piscina (acqua del battesimo), il cieco (il catecumeno è un uomo vecchio), l’invito di Gesù al cieco di andarsi a immergere nell’acqua con l’esito positivo (il battesimo, per il dono della fede, ci fa nuove creature). L’ac­caduto narrato dall’evangelista Giovanni si carica di signi­ficato simbolico, pedagogico e con un evidente rimando al sacramento del battesimo nel rito di immersione.

cieco nato

Nicholas Poussin – La guarigione del cieco nato

Come per Gesù sul Tabor, così per ogni persona che si immerge nella vasca battesimale, si compie la metamorfosi o la trasforma­zione: si diventa “nuova creatura”. Il modo di essere della persona e le circostanze della vita inducono a far cadere l’accento ora sul dato fisico cioè sugli occhi che permettono di vedere fisicamente le persone, gli animali e le cose, ora in senso allegorico a far cadere l’accento sul dono della fede che è illuminazione della mente e del cuore.

L’auspicio è di poter disporre di una vista “acuta”, di una mente “lucida”, di un cuore “tenero e generoso”. Dopo aver ascoltato questo brano si accende la speranza in noi e la consapevolezza della nostra appartenenza a Cristo Signore, nel duplice significa­to: io sono parte di quel corpo, e quel corpo è parte di me. La preghiera trova le parole adatte che potrebbero essere proprio queste: “Signore conservami gli occhi per vedere la linea dell’orizzonte. Conservami la mente perché io possa comprendere e distinguere il bene e il male. Conservami il cuore perché sia capace di cogliere le gioie e le sofferenze degli altri, ed offrire, a chi ne ha bisogno, un sorriso ed una tenerezza.

Padre Antonio Febbraro

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