Dalle Confraternite alla Beatificazione di Giueseppe Toniolo: modelli di un laicato corresponsabile
Confraternite/Gareggiare in solidarietà.
Particolare attenzione alla vita liturgica e di parrocchia, propensione speciale nelle opere di carità costituiscono i valori e gli impegni proposti con vivo slancio alle Confraternite leccesi, per le quali è già pronto un nuovo Statuto ed un aggiornato regolamento diocesano.
Nella giornata di sabato 21 aprile l’Arcivescovo mons. Domenico D’Ambrosio ha incontrato i membri delle Confraternite nel Nuovo Seminario Arcivescov ile di Lecce, durante il loro consueto appuntamento annuale.
Nel corso del convegno è stato presentato e consegnato ufficialmente il nuovo Statuto ai convenuti, sottolineata e spiegata l’importanza e l’efficacia. Aspetto fondamentale che si è inteso rimarcare è stato quello della carità: “le Confraternite devono gareggiare in solidarietà, inventarsi le iniziative migliori, benvengano le opere buone, ma qui stiamo parlando di carità nel senso stretto della parola, nel suo vero significato evangelico”.
L’Arcivescovo, poi, ha esternato il suo personale entusiasmo ed affetto verso queste realtà di fede, che tuttavia devono progredire nella formazione e nella corresponsabilità. I compiti e i comportamenti dei Priori devono essere consoni alle norme statutarie e alle regole morali per le quali sono nati i Pii Sodalizi. Altro compito affidato loro di recente, dal Vescovo, la cura del Seminario: “Come Padre Pio affidò Casa Sollievo della Sofferenza ai Gruppi di preghiera, così io vi ho affidato il Seminario”, ed essi,in spirito di obbedienza, lo hanno adottato come un figlio.
Chiara Luna Candido
Pellegrinaggio/La carica dei 101… Ministranti
Con la partenza da Lecce nella mattinata di domenica 22 aprile è cominciato il pellegrinaggio di 101 ministranti, provenienti da 18 parrocchie della nostra diocesi, alla volta del santuario della Madonna della Coltura a Parabita. Accompagnati dai loro animatori hanno potuto vivere una esperienza bella ed intensa che è stata scandita da tre momenti importanti: la Santa Messa, il grande gioco e l’atto di affidamento a Maria. Alle porte della Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni che si celebrerà domenica 29 aprile questo appuntamento ha costituito per molti uno stimolo ad andare più in profondità nella propria esperienza di servizio e nel rapporto con Dio. Mattia, uno dei ragazzi partecipanti al pellgrinaggio, racconta: “Questa giornata è stata molto emozionante perchè, insieme con gli altri ministranti, ho vissuto momenti toccanti. Soprattutto quando ho affidato le mie scelte e la mia vita a Maria; lì mi sono sentito forse per la prima volta parte del grande disegno che Dio ha per me. Penso proprio che lo rifarò l’anno prossimo come educatore“.
Lorenzo Tondi
AC – Lecce/Giuseppe Toniolo modello per i laici
In preparazione alla Beatificazione di Giuseppe Toniolo l’Azione Cattolica diocesana ha condiviso con tutta la nostra Chiesa particolare e il territorio un pomeriggio di preghiera e di studio. Domenica scorsa, presso il Monastero delle Benedettine, una meditazione curata dall’assistente unitario, don Antonio Montinaro, ha aperto la riflessione, puntando su questo modello di santità che interpella il nostro tempo. Paolo Polimeno, presidente del Movimento Ecclesiale d’Impegno Culturale, ha articolato la riflessione intorno al valore delle idee di Giuseppe Toniolo in campo economico. L’economia, per il prossimo Beato, èinnanzitutto un’attività sociale, sempre al servizio dell’uomo e del bene di tutti e deve esprimere un’armonia definita dai valori morali e dall’etica. Il suo “Trattato di economia sociale” rappresenta un’opera fondamentale per il movimento sociale cattolico di tutto il novecento, proponendo diverse soluzioni per affrontare i problemi legati al mondo del lavoro, come la limitazione delle ore lavorative, il riposo festivo e la tutela del lavoro delle donne e dei minori.
Interessante il contributo offerto da Dario Marangio, già presidente parrocchiale di AC, che ha delineato l’esemplarità, per tutta l’associazione, della vita di Giuseppe Toniolo, in ogni angolatura. La sua spiritualità mette in luce una figura di laico che ha saputo coniugare l’esperienza familiare di sposo e di padre con lo studio, l’impegno culturale e l’ascesi, espressioni di una vita interiore capace di stabilire un rapporto armonioso tra ispirazione cristiana e realtà temporali.
Salvatore Tarantini, incaricato alla formazione del Movimento Studenti di AC, ha offerto un tratteggio sulla bella predisposizione di Toniolo nei confronti dei suoi allievi universitari, accompagnata sempre da qualità umane oltre che scientifiche e didattiche. Gli studenti hanno rappresentato per Toniolo un prolungamento della sua famiglia, pur nella complessità degli avvenimenti della società civile e della vita ecclesiale del suo tempo.
L’incontro leccese si è svolto in concomitanza con la Giornata Nazionale per l’Università Cattolica, intuizione e grande progetto di Toniolo, in cui fece convergere preghiera, intelligenza e sostanze affinché il Vangelo potesse fecondare tutti gli ambiti del sapere.
Massimo Vergari
Mons. Sigalini/Progetto policoro idea per i giovani
“Non si vive per mangiare”, ma si “mangia” per “vivere”. C’è un “istinto” che “se non è guidato dalla fede” può diventare “calcolo, interesse sfruttamento”. E c’è “una vita da nutrire che non può essere soddisfatta dal cibo materiale”. Bisogna fare un “salto di qualità”: “Coltivare una tensione più forte dell’istinto della fame, che apra spazi di bellezza, di amore, di generosità”. Lo ha detto stamattina mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e assistente nazionale dell’Azione cattolica (Ac), agli animatori di comunità del “Progetto Policoro”, riuniti a Roma per il 25° Convegno nazionale di formazione dal 20 al 25 aprile. “L’uomo – ha detto nella sua omelia – non ha bisogno solo di cose materiali per dare significato al suo vivere. Ci sono una fame e una sete che si soddisfano con ‘un altro pane’ e ‘un‘altra acqua’”. Rivolgendosi agli animatori ha aggiunto: “Nella vostra esperienza di gente che offre ragioni per la solidarietà e il lavoro, vi siete accorti che ciò che conta non sono le cose, le macchine, i finanziamenti, ma la risorsa più grande è la persona, i suoi talenti, il coinvolgimento degli altri di cui non possiamo fare a meno. Siamo tutti spettatori di valanghe di soldi spesi per il cambiamento, ma ciò che manca, sono persone per viverlo, persone disposte a dare il tempo e la vita per un’idea”. Voi giovani, ha concluso, dovete “crederci”, “affidarvi al progetto di Dio. Solo così nasceranno le forze”.
Antonello Durante















