Pubblicato in: Sab, Mar 23rd, 2013

Dalle emicranie all’alzheimer, i benefici delle terapie manuali/Osteopatia, curare con le mani

ANDREA SANTORO: “Riequilibrare il corpo in tutte le sue funzioni, sia nella parte muscolo-scheletrica, sia nella parte viscerale, sia per quanto concerne il sistema nervoso”. 

Msc-Nescot-EPSOM

“Alcuni dei disturbi che curiamo con più frequenza nei bambini sono quelli dell’apprendimento e dell’attenzione, perché lavorando sul cranio puoi agire direttamente sul problema. L’intervento è spesso in correlazione con quello dei logopedisti”.  

Osteopatia, chi era costei? Dalle emi­cranie all’alzheimer, l’ampio raggio d’azione delle terapie manuali . L’osteopatia è una sorta di “medici­na” manuale che parte dal presuppo­sto che l’organismo umano, quando agisce in una struttura perfetta, è in grado di auto-prov­vedere al proprio benessere.

Sempre più diffu­sa, è spesso fraintesa dall’opinione pubblica che la confonde con un metodo per curare le malattie delle ossa o con pratiche di influen­za orientale, quasi magiche, sullo stampo dei massaggi terapeutici. In realtà l’osteopatia è tutt’altra cosa e, seppure non riconosciuta come professione sanitaria perché non adotta proto­colli standard ma adatta i trattamenti ai singoli pazienti, la gamma di disturbi che può curare è inimmaginabile.

Dalle patologie del sistema muscolo-scheletrico ai blocchi emozionali, dal­le emicranie alle spondiliti, è utile persino nella prevenzione e contenimento di malattie dege­nerative come l’alzheimer e il parkinson. Per entrare nei meandri di questo metodo, ci siamo rivolti ad un giovane professionista, Andrea Santoro, Dottore in fisioterapia e D.O. mem­bro del registro degli osteopati, che da anni la­vora nel suo studio di Lizzanello, in Provincia di Lecce.

Che cos’è l’osteopatia?

L’osteopatia è una medicina manuale che si avvale di tecniche per riequilibrare l’organi­smo e il corpo in tutte le sue funzioni, sia nella parte muscolo-scheletrica, sia nella parte vi­scerale, sia per quanto concerne il sistema ner­voso. Osteopatia deriva da osteone, l’unità pri­mordiale dell’osso, e path, che è il sentiero, la strada. Significa quindi la via della struttura, e non è in relazione con le malattie dell’osso; il suo campo d’azione viene spesso frainteso per­ché si pensa che derivi etimologicamente dal greco, mentre così non è.

In cosa consiste la teoria dell’autoguarigio­ne che è alla base dell’osteopatia?

Quando metti la struttura nelle condizioni giuste, questa può autoripararsi, perché nel momento in cui il corpo funziona bene si libe­rano una serie di sostanze chimiche che costi­tuiscono una vera e propria farmacia intrinse­ca. Ovviamente questo discorso è valido fino a quando non c’è stata una modificazione cellu­lare, un danno o una lesione a qualche organo o struttura.

Se tu hai, ad esempio, un’ernia al disco, e presenti una lesione perché il disco s alcuni principi osteopatici, e sono sempre sta­to affascinato dagli osteopati perché facevano delle cose che non comprendevo e a cui non riuscivo a trovare una spiegazione dal punto di vista fisioterapico. Poi ho di fatto affinato la mia sensibilità con gli studi. Ho intrapreso pri­ma un percorso di rieducazione posturale, per­ché era più vicino a quello che stavo facendo in quel momento, e dopo ho avviato i sei anni di studi di osteopatia, perché ho capito che era quella la mia strada.

L’osteopatia è riconosciuta come professio­ne medica?

Pochi mesi fa l’osteopatia è stata ricono­sciuta come professione, ma non sanitaria, an­che perché la mancanza di un protocollo stan­dard da seguire farebbe venir meno il concetto di scientificità; in realtà il nostro punto di vista è che uno stesso problema può essere causato da fattori diversi a seconda della persona e non può perciò essere affrontato allo stesso modo con tutti.

Per noi c’è il paziente, con la propria storia clinica e i suoi disturbi, con una situa­zione peculiare. Ecco perché prima del tratta­mento l’osteopata intavola una conversazione durante cui si attuano un’anamnesi remota, un’anamnesi prossima e si analizzano le abi­tudini di vita della persona. Alcuni problemi in apparenza viscerali possono essere ad esempio di natura somato-emozionale, così chiamata osteopatia, ma per loro ciò che conta è risolve­re i problemi, indipendentemente che io faccia manipolazioni da fisioterapista o da osteopata.

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  1. Arianna ha detto:

    L’osteopatia è inserita nella categoria della medicina alternativa, non compatibile con la fede cattolica, perciò non capisco o é sbagliata l’associazione o l’osteopatia è da evitare.

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