Dalle emicranie all’alzheimer, i benefici delle terapie manuali/Osteopatia, curare con le mani
Che tipo di disturbi sta trattando al momento?
Mi sto occupando di lombalgia da ernia, emicranie, problemi di occlusione, un caso di tiroidite, per cui sto cercando di regolare l’asse endocrino, e il caso di un ragazzo con spondilite anchilosante che sta dando ottimi risultati. In realtà nei nostri ambiti di intervento non abbiamo limiti, perché essendo una medicina manuale potremmo lavorare su qualunque situazione, ferma restando la mancata lesione di organi.
Lei cura anche i bambini? Come rispondono alle terapie?
I bambini sono eccezionali, rispondono benissimo perché hanno una grossa plasticità ed energia interna, per cui puoi lavorare insieme a loro. Alcuni dei disturbi che curiamo con più frequenza sono quelli dell’apprendimento e dell’attenzione, perché lavorando sul cranio puoi agire direttamente sul problema. L’intervento osteopatico è spesso in stretta correlazione con quello dei logopedisti, nel caso ad esempio di disfluenza. Sui bambini si può agire attraverso tecniche emo-dinamiche o cranio-sacrali.
C’è una correlazione tra la postura e il nostro modo di vivere il mondo?
La postura è ciò che viviamo ogni giorno. Non troverai una persona depressa con torace esuberante e petto in fuori, ma la sua corporatura sarà chiusa, rivolta verso l’interno. Quando l’osteopata interviene, sul connettivo sono visibili i segni di una sofferenza, e se la zona interessata dal problema ha un’importanza anche emozionale vuol dire che ci sono caratteristiche mentali che ti hanno portato ad avere quella postura.
In questo senso noi agiamo sul corpo per poter risolvere i problemi emozionali e mentali; è un po’ l’opposto di quanto fanno gli psicologi con le psicoterapie, ma spesso osteopati e psicologi lavorano in sinergia per consentire al paziente di raggiungere il benessere psico-fisico, che è il punto d’arrivo di entrambi questi due percorsi professionali.
Come si crea il legame tra i nostri stati emozionali e i disturbi dell’organismo e come si possono risolvere i primi partendo dai secondi?
Faccio un esempio: sei in Piazza di Spagna, in una giornata soleggiata e serena, e stai gustando un gelato, per cui il tuo stomaco secerne succhi gastrici perché si prepara ad accogliere il cibo. All’improvviso qualcuno viene e ti punta una pistola contro, per cui vivi un momento traumatico. Per associazione, anche se in maniera inconscia, ogni volta che ti troverai in una circostanza di allerta, avrai un collegamento neurologico di secrezione gastrica.
Non sapendolo, cerchi di tamponare il sintomo con i farmaci, ma l’osteopata, mettendo le mani sul tuo stomaco, percepisce il blocco emotivo; a quel punto, in qualche modo, il sistema nervoso rivive quell’esperienza, quindi collega coscientemente il problema di salute al trauma vissuto, elabora e impara a gestire questa emozione.















