Pubblicato in: Sab, Mar 23rd, 2013

Dalle emicranie all’alzheimer, i benefici delle terapie manuali/Osteopatia, curare con le mani

Che tipo di disturbi sta trattando al momento?

Mi sto occupando di lombalgia da ernia, emicranie, problemi di occlusione, un caso di tiroidite, per cui sto cercando di regolare l’asse endocrino, e il caso di un ragazzo con spondili­te anchilosante che sta dando ottimi risultati. In realtà nei nostri ambiti di intervento non abbia­mo limiti, perché essendo una medicina manua­le potremmo lavorare su qualunque situazione, ferma restando la mancata lesione di organi.

Lei cura anche i bambini? Come rispondono alle terapie?

I bambini sono eccezionali, rispondono be­nissimo perché hanno una grossa plasticità ed energia interna, per cui puoi lavorare insieme a loro. Alcuni dei disturbi che curiamo con più frequenza sono quelli dell’apprendimento e dell’attenzione, perché lavorando sul cranio puoi agire direttamente sul problema. L’inter­vento osteopatico è spesso in stretta correla­zione con quello dei logopedisti, nel caso ad esempio di disfluenza. Sui bambini si può agire attraverso tecniche emo-dinamiche o cranio-sacrali.

C’è una correlazione tra la postura e il nostro modo di vivere il mondo?

La postura è ciò che viviamo ogni giorno. Non troverai una persona depressa con tora­ce esuberante e petto in fuori, ma la sua cor­poratura sarà chiusa, rivolta verso l’interno. Quando l’osteopata interviene, sul connettivo sono visibili i segni di una sofferenza, e se la zona interessata dal problema ha un’impor­tanza anche emozionale vuol dire che ci sono caratteristiche mentali che ti hanno portato ad avere quella postura.

In questo senso noi agiamo sul corpo per poter risolvere i proble­mi emozionali e mentali; è un po’ l’opposto di quanto fanno gli psicologi con le psicoterapie, ma spesso osteopati e psicologi lavorano in si­nergia per consentire al paziente di raggiun­gere il benessere psico-fisico, che è il punto d’arrivo di entrambi questi due percorsi pro­fessionali.

Come si crea il legame tra i nostri stati emo­zionali e i disturbi dell’organismo e come si possono risolvere i primi partendo dai se­condi?

Faccio un esempio: sei in Piazza di Spa­gna, in una giornata soleggiata e serena, e stai gustando un gelato, per cui il tuo stoma­co secerne succhi gastrici perché si prepara ad accogliere il cibo. All’improvviso qualcuno viene e ti punta una pistola contro, per cui vivi un momento traumatico. Per associazione, an­che se in maniera inconscia, ogni volta che ti troverai in una circostanza di allerta, avrai un collegamento neurologico di secrezione gastri­ca.

Non sapendolo, cerchi di tamponare il sin­tomo con i farmaci, ma l’osteopata, mettendo le mani sul tuo stomaco, percepisce il blocco emotivo; a quel punto, in qualche modo, il si­stema nervoso rivive quell’esperienza, quindi collega coscientemente il problema di salute al trauma vissuto, elabora e impara a gestire questa emozione. 

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