Difendersi dalla Pubblicità/Attenzione all’arte dell’inganno
Si stanno comunicando serie informazioni o trasmettendo un importante programma di approfondimento ed ecco uno stacco pubblicitario, presentato dallo stesso conduttore capace di vasta audience, che tenta di aggregare incosciamente il consenso della trasmissione ad un prodotto. Non si tratta solo di leggere correttamente le statistiche, di offrire interpretazioni faziose forzando dati veri, di evitare la pubblicità offensiva. Occorre una seria deontologia da parte dei giornalisti e di vigilare sulla corretta comunicazione dei diversi media da parte degli utenti, nella chiara consapevolezza dei loro diritti. È importante, pertanto, impostare con lealtà le attività di marketing nel rispetto dei consumatori, proponendo concrete positività motivazionali ed evitando di creare sogni irrealistici. E, soprattutto, da parte loro, organizzarsi sempre più insieme per scoprire le scorrette attività commerciali mediante una maggiore attenzione ai propri diritti e l’utilizzazione dell’associazionismo specializzato nell’esame dei servizi e dei prodotti.
L’arte dell’inganno celebra, spesso con slogan, immagini, musica molto gradevoli, i risultati benefici dei destinatari della pubblicità. Ma non si può tacere sui possibili effetti secondari e i possibili rischi, ammaliando con prospettive sproporzionate. E, poi, è accettabile la pubblicità che interrompe una trasmissione impegnativa, magari dai risvolti drammatici, o un annuncio commerciale inopportunamente inserito in un argomento molto impegnativo? La stessa figura del testimonial non di rado costituisce una forma di inquinamento comunicativo con possibile confusione dei ruoli tra chi ha il compito di informare in quanto giornalista e chi ha semplicemente il compito di promuovere un prodotto pubblicitario. Fortunatamente, dal 1971 c’è, comunque, pure la Pubblicità-progresso, che svolge un importante ruolo sociale e educativo, aiutando realmente il cittadino e che, ad esempio, come recentemente ha riconosciuto con viva soddisfazione il Presidente Napolitano, in diciotto mesi ha apportato cinquantamila nuovi donatori di organi.
Adolfo Putignano
















