Disturbo dell’apprendimento come accorgersene? Cosa fare?
Istituto “A. De Pace” – Lecce/Studenti intelligenti come gli altri: necessitano di percorsi alternativi
Una volta introdotto nella scuola superiore, il ragazzo che ha sedimentato negli anni una serie d’insuccessi scolastici e relazionali a causa di un disturbo dell’apprendimento mai ufficialmente riconosciuto e quindi non affrontato con gli strumenti adatti, molto probabilmente manifesterà il suo disagio attraverso il comportamento e abbandonerà gli studi appena possibile. Il genitore dovrebbe perciò in qualunque caso attivarsi dinanzi a segnali di difficoltà e svogliatezza da parte del giovane, già dalla seconda elementare, e soprattutto collaborare positivamente con i docenti.
“La scuola italiana, all’avanguardia per il sostegno rispetto al resto d’Europa, si è collocata invece in netto ritardo nel riconoscimento dei dsa; questo è testimoniato dal fatto che nel nostro istituto non riscontriamo un numero di segnalazioni equivalenti alle percentuali individuate dagli studi svolti a livello nazionale”.
Così parla Anna Ancora, referente dei disturbi specifici presso l’istituto superiore “A. De Pace” di Lecce. La scelta di affidare la referenza ad una docente curriculare, come ci spiega la responsabile del Dipartimento di sostegno, Ornella Alemanno, non è casuale: “I dsa non possono in alcun modo essere equiparati ad una “disabilità”, si tratta di studenti intelligenti come gli altri, che necessitano soltanto di percorsi didattici alternativi per apprendere e per essere consapevoli delle proprie capacità”. “Noi siamo doppiamente un territorio di frontiera – prosegue la prof.ssa Ancora – perché è negli istituti professionali che si riversano coloro che si sentono in una situazione di svantaggio”. Fortunatamente questa difficoltà è compensata dall’impegno puntuale della Preside, Giuseppa Antonaci, che ha fatto della logica inclusiva il punto di forza dell’istituto, fornito di un gruppo di lavoro per i dsa, di cui fanno parte, oltre alle docenti già citate, le professoresse Anna Tomasi e Patrizia Riva.
Grazia Pia Licheri















