Docenti Italiani: Non è soltanto una questione di ore
Per coprire… la gentile concessione.
Fondi tagliati alla qualità dell’offerta formativa di ogni scuola.
È rientrata la proposta inserita nella Legge di Stabilità che avrebbe dovuto portare a 24 le ore di servizio dei docenti delle scuole superiori. Una vicenda che aveva sollevato le proteste degli interessati che hanno fatto fronte comune per sottolineare come fosse inopportuno ancora una volta pescare dai “soliti noti” per trovare fondi destinati ad un risanamento che appare, giorno dopo giorno, nella percezione dell’uomo della strada, sempre più faticoso. Sembra essere stata efficace la sottolineatura che le famigerate “sole” 18 ore settimanali sono solo la punta di un iceberg di attività che vedono i docenti e tutto il personale della scuola quotidianamente impegnato in una gran mole di lavoro “sommerso” che non trova riconoscimento alcuno.
Il Ministro Profumo aveva ripetutamente rassicurato le componenti interessate e, alla fine, la commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento del governo che di fatto blocca l’incremento delle ore oggetto di contesa. È stata definita dal sottosegretario al ministero dell’Economia, Gianfranco Polillo, una “soluzione soddisfacente” poiché le risorse programmate sono comunque ottenibili dal taglio della spending review per il ministero dell’Istruzione (in totale 157 milioni di euro) attraverso diverse misure.
In particolare il taglio dei distacchi sindacali e dei comandi dei docenti del personale scolastico al ministero e ad altri enti; la dismissione dell’immobile di piazzale Kennedy utilizzato come sede del ministero dell’Università prima dell’accorpamento con il ministero dell’Istruzione, i tagli per i bandi dei fondi First e Trin e sul progetto Smart City, cosa che dovrebbe riguardare solo il centro nord. Se per le prime due previsioni è facile concordare appaiono più preoccupanti le altre due soluzioni.















