Docenti Italiani: Non è soltanto una questione di ore
Quanto costano le 18 ore settimanali? Meno soldi al miglioramento dell’offerta
Il taglio più inquietante operato dal governo Monti per “salvare” le 18 ore settimanali è quello di 47,5 milioni dal fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, taglio che, a giudizio del ministero, sarà fatto “senza pregiudicare l’offerta”. Infine ulteriori maggiori risorse rinverrebbero da un fondo alimentato nel passato dagli accantonamenti di risorse raccolte con vecchi tagli.
Al di là della necessità oggettiva che tutti diano il loro contributo e che si dia seguito ad una razionalizzazione che renda più efficiente l’attività anche della scuola, c’è da esprimere perplessità su come si potrà conciliare la contrazione della disponibilità del fondo per il miglioramento dell’offerta formativa – cioè quanto viene dato in dotazione alle scuole perché, nella loro autonomia legata alla lettura del Territorio su cui insistono, propongano attività integrative che completino la proposta di studio – senza che questo realmente non riduca “i servizi agli studenti” oltre che ponga, in aggiunta, “le basi una nuova gestione della scuola e una maggiore attenzione per una scuola moderna”.
Opportuno comunque questo dietro front rispetto a quanto potrà accadere a chi attende di entrare e completare un lungo percorso di precariato che ha minato, nel tempo, la fiducia e la dignità delle persone. La tristissima vicenda del docente precario di Casandrino, in provincia di Napoli, Carmine Cerbera. L’uomo, precario da vent’anni, ha chiuso in maniera tragica, senza lasciare un biglietto che potesse spiegare i perché del gesto, ma chi lo conosceva non ha dubbi: la depressione era indotta dallo stillicidio di una incertezza lavorativa a fronte di un impegno serio e costante per mantenere un livello di professionalità adeguata che desse spazio a qualche speranza. Che si sia in una società “liquida”, accettando la cifra interpretativa di Bauman, potrà anche esser vero.
Ma in questo momento appare più che altro di essere in una Società che non rispetta i fondamentali dell’etica, che vuole, al minimo la garanzia di livelli minimi di vita per tutti. Pochissimi hanno troppo e fanno di tutto per mantenere salda la loro posizione a discapito dei troppi che hanno pochissimo o nulla. È di questa settimana qualche titolo che riferisce dell’ennesimo “fattaccio” nel mondo della sanità. In una intercettazione si ascolta il medico che dice “Sono soldini, facendo una cosa e n’altra, arrivo a portà 5 mila euro a casa, capito? Senza spremermi tanto, piglio i soldi sotto banco, un bordello di soldi, li fatturo ad una onlus, perché porto avanti studi clinici e c’ho le aziende che mi propongono contratti…”. Bisogna che tutto questo finisca. E subito.
Loredana di Cuonzo
Dirigente Scolastico Liceo “Palmieri” – Lecce















