Don Gigi Fanciano: 40 anni di “carcere”… Missione Liberazione
L’ARCIVESCOVO D’AMBROSIO/FESTA PATRONALE 2011
Non potrei essere segno tra voi della paternità di Dio se non facessi giungere in questa piazza, in questo giorno di festa il mio saluto e la mia solidarietà convinta a un numeroso gruppo di amici ospiti di una struttura che è ai margini della nostra città e forse delle nostre preoccupazioni: gli amici che vivono in condizioni subumane nella struttura carceraria di Borgo S. Nicola. Mi sembra doveroso da parte dell’ intera comunità che anch’essi siano nel nostro ricordo e nella nostra preoccupazione, sapendoli vittime di una condizione drammatica. Sono già tre in questo anno i suicidi nella struttura carceraria di Borgo S. Nicola.
La morte violenta di un detenuto nel carcere non può non essere una sconfitta per la nostra società. La salute e la dignità dei detenuti è minata ogni giorno dal sovraffollamento – il carcere di Lecce ha un indice di sovraffollamento del 107,4% – e da condizioni che rendono più che mai pesanti e angoscianti le loro giornate. Non possiamo restare indifferenti. Come cristiani non possiamo non denunziare tutto ciò che offende e mortifica la dignità di questi nostri fratelli, tali sono e rimangono. C’è un’assunzione di responsabilità che è richiesta a tutti noi. La carità che noi cristiani annunziamo va vissuta con questi nostri fratelli. Se non è sufficiente la loro protesta con i tanti atti di autolesionismo, di rifiuto del vitto e altre forme di protesta, non possiamo lasciarli soli. L’indifferenza dei cristiani verso ciò che oggi accade nelle carceri è assurda e dannosa. Per questi nostri amici il nostro impegno, la nostra attenzione, la nostra solidarietà.
(dal messaggio alla città del 24 agosto 2011)
L’ARCIVESCOVO D’AMBROSIO/FESTA PATRONALE 2012
Un’ultima parola che potete immaginare. C’è un popolo di invitati a questa festa che non posso non rendere in qualche modo presente a tutti voi, vista la loro materiale impossibilità di essere con noi. All’inizio del mio ministero episcopale tra voi, la mia prima visita e il mio primo saluto è stato per i domiciliati in Borgo San Nicola 4. Ogni anno in questa occasione sono i destinatari di un mio saluto che è anche quello di tutti voi, di un mio accorato appello che coinvolge, anche se con ruoli e responsabilità diverse, l’intera comunità leccese e non. Cari amici al di là delle sbarre: in questo giorno di festa siete con noi, nei nostri pensieri, nelle nostre preghiere, nel mio affetto. Ne siete tanti, troppi per la struttura che vi ospita: 1311. Un giornalista ha scritto: “stipati come sardine, sovraffollamento al 100%”. Il direttore della struttura che con il personale tutto e gli agenti di polizia penitenziaria è fortemente impegnato nella umanizzazione della struttura, a tutti loro la nostra gratitudine, ha affermato che “il sovraffollamento cronico nega ogni senso di umanità”.
Ma è pur vero, parlo per la conoscenza acquisita nelle mie frequenti visite, che c’è tanta, molta umanità, dolorante e consapevole del giusto prezzo da pagare per errori e violazioni commesse, decisa nella stragrande maggioranza dei casi a venirne fuori e a redimersi. Mi piace riportare a voi quanto un detenuto mi ha consegnato recentemente in un giorno significativo e inedito nella loro vita da reclusi: “Oggi è un giorno importante….. ma noi abbiamo deciso che domani sarà ancora più importante perché saremo chiamati a dare prova di essere cristiani, di aver capito veramente il dono ricevuto, di ringraziare con i fatti chi ha creduto in noi: è lì che ci scontreremo contro i pregiudizi e gli ottusi, contro gente che vorrà inchiodarci per sempre al rango di parassitari. Ma noi diremo loro che non siamo parassiti, noi siamo uomini con dentro il graffio del Signore”. È bello sapere che da un luogo dove abbondano i disperati, viene a tutti noi una voce di speranza. Affidiamo tutti loro alla protezione dei nostri Santi Patroni. Sappiano che lo spesso muro di cinta non ci impedisce di sentirli vicini, impegnati, per le responsabilità che ci competono, a restituire loro il grado di dignità umana che lo sconto della pena deve loro restituire.
(dal messaggio alla città del 24 agosto 2012)
L’ARCIVESCOVO D’AMBROSIO/FESTA PATRONALE 2013
Ora non posso, come ogni anno, non invitare tutti voi a recarci in qualche modo a Borgo San Nicola e vincere la solidità di muri e porte di ferro per formare la nuova catena dell’amicizia si che giunga agli oltre 1200 ospiti e all’intero personale di custodia il nostro saluto, la nostra amicizia, il nostro augurio perché nella pena che stanno scontando riacquistino una nuova interiore e purificata libertà che li prepari alla vera libertà che li riporterà tra noi per impegnarci insieme a costruire nuovi rapporti e sicuri crediti di reciproca fiducia.
Amici cari di Borgo San Nicola, voi ben sapete quanto questo aggettivo mi appartiene e mi lega a tutti voi, il nostro saluto, il nostro augurio , la nostra solidarietà.
(dal messaggio alla città del 24 agosto 2013)
LA SETTIMANA DEL CAPPELLANO
“Ogni sabato celebro la messa settimanale; liberamente coloro che sono assegnati a quel giorno possono partecipare all’Eucaristia ed ascoltare la Parola di Dio. Come pure possono recarsi nelle sale di ricreazione, fermo restando la correttezza del loro comportamento: se dovessero sgarrare sarebbe a loro discapito. Complessivamente trascorrono ben 21 ore al giorno chiusi in cella, a parte le due-tre ore di aria giornaliere o di chi lavora o studia.
Vengono regolarmente alle mie lezioni di catechesi in cappella insieme ai catechisti volontari, con i quali cerchiamo di mettere insieme i generi di prima necessità e abbiamo anche tentato di alleviare la detenzione introducendo delle festività: dal giorno di Natale, alla befana, alla Festa del Papà… La prima domenica di marzo la diocesi celebra la Giornata di preghiera e di sensibilizzazione. L’Arcivescovo, d’altro canto, a volte viene in visita, a Natale, Pasqua, celebra, spesso amministra la cresima”.
Pagine a cura di Sonia Marulli



















