Don Gigi Manca: alla scuola di S. Agostino/“Credendo amiamo”. Sintesi di un mistero
Una celebrazione a Squinzano con l’Arcivescovo il prossimo 24 ottobre.
In occasione del 40° anniversario di ordinazione sacerdotale di mons. Luigi Manca, mons. D’Ambrosio presiederà la
Celebrazione Eucaristica giovedì 24 ottobre 2013 alle ore 18,30 nella Chiesa Matrice di Squinzano. Domenica
27 ottobre 2013 poi mons. Luigi Manca celebrerà alle ore 18.00 nella Chiesa Matrice di Campi Salentina.
Mons. Luigi Manca è Sacerdote dell’Arcidiocesi di Lecce, Direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, Patrologo, studioso appassionato di Sant’Agostino. È su questo grande Padre della Chiesa d’Occidente che il Direttore dell’Issr di Lecce ha speso e continua a spendere le sue energie per studiare, approfondire e far conoscere ai più il suo pensiero teologico, la sua grande spiritualità. Molte sono le pubblicazioni di don Gigi contenenti approfondimenti importanti sull’antropologia, esegesi e teologia agostiniana. Si pone proprio su questa scia l’ultima fatica letteraria di mons. Luigi Manca dal titolo “Credendo amiamo – La fede raccontata da Agostino”.
La seconda edizione dell’opera vede la luce nell’Anno della Fede e ha come scopo quello di presentare ad un vasto pubblico l’esperienza di fede, intellettuale e spirituale del Vescovo d’Ippona così da alimentare negli stessi fedeli il dono ricevuto nel Battesimo. È stata pubblicata da poco la seconda edizione dell’opera di mons. Luigi Manca che vede l’aggiunta di un altro capitolo dal titolo “La presenza di Agostino nell’Enciclica Lumen Fidei dell’attuale pontefice”. La presentazione a questa seconda edizione è stata curata da mons. D’Ambrosio il quale afferma che “la valorizzazione della fede dei Padri della Chiesa è una sfida da accogliere e Papa Francesco ci spinge, con le sue parole e con i suoi gesti a percorrerla”. Una riflessione sulla fede quella dell’attuale pontefice di impronta squisitamente patristica ed in particolare agostiniana.
Il Papa, infatti, nell’Enciclica cita per ben undici volte Agostino ed in particolare il nostro autore sottolinea il pensiero agostiniano quando lo stesso Ipponate dice che l’amore è l’elemento qualificante la fede e la speranza. Importante in questo libro è il rapporto tra Fede e Ragione da sempre studiato e approfondito nella Chiesa, che in Agostino è espresso dalla necessaria differenziazione tra il credente e il credulone: il credente infatti si distingue dal credulone perché il primo usa la ragione e la ragione del cuore; il secondo invece non usa né una nell’altra. Chi comprende, dice ancora l’Ipponate, anche crede; chi crede non sempre comprende; chi opina non crede e non comprende.
Credere poi è un bene, non solo quello che si comprende ma anche ciò che va oltre la nostra comprensione. E per far questo non ci resta che “affidarci come i malati, al cercare, anche se a causa della malattia, il credere risulta molto faticoso”. Il cuore del libro risulta essere la riflessione sul “Sapore pasquale della fede” nel IV capitolo,nel quale, mons. Luigi Manca prende in esame alcune omelie di Agostino fatte per illuminare i neofiti che hanno ricevuto il battesimo la notte di Pasqua. Egli li invitava a riconoscere nell’Eucarestia lo stesso corpo che pendeva dalla Croce. L’Eucarestia è frutto della Risurrezione del Signore, apice e fondamento della nostra fede in Lui. In ultima analisi è essenziale nella riflessione agostiniana sull’Eucarestia il fatto che l’Ipponate definisce l’Eucarestia non solo come Sacramento del Corpo e Sangue di Cristo ma anche come sacramento di unità; unità realizzabile anche quando i cuori degli uomini sono realmente in alto, in Dio. Quando “il cuore in alto, non è rivolto al Signore, non è giustizia ma superbia”.
Maria Rosaria Contaldo

















