Pubblicato in: Lun, Gen 21st, 2013

Don Giuseppe Chirizzi: L’ultimo sacerdote di Mons. Zola

Ci dà l’opportunità di riparlare su queste colonne del santo Vescovo Zola, un’affettuosa e premurosa richiesta di un pronipote del defunto sacerdote di Arnesano, don Giuseppe Chirizzi, nel 60° della sua dipartita, avvenuta nel gennaio del ’53 alla veneranda età di 85 anni.

Il richiedente congiunto, già alunno del Regionale e collaboratore di biblioteca del defunto mio fratello don Raffaele, ci riporta col pensiero al nostro primo anno di servizio in Curia, quando, già in cancelleria dall’anno innanzi, lo ricordavamo tra i primi confratelli tornati alla casa del Padre all’indomani del nostro sacerdozio.

Anche questo sacerdote, come l’ultimo qui ricordato, don Mario Modesto, aveva esercitato il suo lungo ministero sacerdotale nel patrio loco per ben 55 anni. Egli fu, nella maggior parte di quei lunghi anni sacerdotali, cappellano della chiesa rupestre di Montevergine in Arnesano, ora officiata soltanto il lunedì di Pasqua per la pasquetta cittadina; un tempo facente parte della proprietà di famiglia della nostra mamma e da lei spesso ricordata per le sue frequenti visite al suddetto piccolo santuario.

Don Giuseppe fu anche viceparroco, rettore della Chiesa confraternale dell’Annunziata e presidente della congregazione di carità. Tornando al titolo di queste fugaci memorie, ci corre l’obbligo di soffermarci brevemente sul citato Servo di Dio mons. Zola, che fu il vescovo dell’ ordinazione sacerdotale del diacono Chirizzi, ultima del suo episcopato leccese: 18 settembre 1897. Ma non fu l’ultima della sua giurisdizione ordinaria.

Egli, infatti, due mesi prima della morte, avvenuta il 26 aprile del ’98, aveva imposto, il 26 marzo del ’98, le sue mani consacratorie sul capo dell’ultimo suo segretario, mons. Giovanni Gigante, vescovo titolare di Imeria e suo Ausiliare. Poi, per suo mandato mons. Gigante ordinò altri tre presbiteri che ci piace ricordare: don Cosimo Mattei di Campi, don Pio Bianco di Trepuzzi e don Beniamino Petraroli di Torchiarolo.

Poi lo stesso Vescovo di Imeria, non più ausiliare, dopo la morte dello Zola, ordinò sacerdoti, altri tredici diaconi; ma, incredibile dictu, per mandato del nuovo Vicario Capitolare, mons. Vincenzo Quarta, già Vicario generale, forse non eletto Vicario dal Capitolo Cattedrale perché extradiocesano di Napoli. (Cfr. Libro di Sacre Ordinazioni vol. 3° pag. 10 e seguenti). A lui rimaneva la sola potestà di ordine e non quella di giurisdizione.

 Oronzo De Simone

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