Pubblicato in: Ven, Feb 6th, 2015

DON TONINO INEDITO… NELLA TERRA DEI SUOI SOGNI

Speciale dedicato alla figura del Vescovo Salentino, Pastore della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, scomparso 21 anni fa. Pubblicato da Ed Insieme l’ultimo volume dell’opera omnia: Gli Scritti Ugentini.

Don-Tonino-Bello

Dopo 22 anni dalla sua morte, fa un certo effetto rievocarne la memoria con un poderoso volume “Tonino Bello, La terra dei miei sogni”, a cura di Vito Angiuli e Renato Brucoli, Ed. Insieme, euro 25.00. È una raccolta antologica di scritti editi e inediti che appartengono al periodo antecedente l’episcopato relativi agli anni in cui don Tonino insegnava nel se­minario vescovile di Ugento e a quelli in cui fu parro­co nella chiesa madre di Tricase, intitolata alla Natività di Maria. Sono pagine partorite nella terra di origine “aperta a vasti orizzonti umani, storici, geografici e di senso religioso”, pagine che danno l’esatta dimensio­ne della personalità di don Tonino, del suo impegno e del suo spessore umano. Esortazioni educative, risvegli promozionali, diari, schemi di lavoro, or­dinati in rigorosa cronologia, che costituiscono una fonte preziosissima di notizie a cui attin­gere per cogliere dalla vita di don Tonino e dalla sua azione pastorale quegli aneliti di spiritualità che sono il fulcro della sua santità.

DS

Di don Tonino Bello si è scritto e si è detto molto specialmente degli anni in cui fu Vescovo di Molfetta – Ruvo – Giovinazzo – Telizzi e Presidente Nazionale di Pax Cristi. Negli scritti giovanili (1954 – 1957) l’attenzione di don Tonino è rivolta al mondo del lavo­ro e soprattutto ai braccianti agricoli che costituiscono “la categoria che si trova nella più disumana inferiorità sociale” per l’instabilità del lavoro, l’in­certezza di non trovarlo e la meschina retribuzione. “Il bracciante agricolo”, scrive don Tonino, “non possiede un pezzo di terra che gli possa garantire libertà e autonomia per cui si trova in condizioni di inferiorità rispetto ad altri lavoratori che, pur non posseden­do nulla ,trovano almeno la garanzia della loro libertà nella sicurezza di un salario continuo”. “Oggi, per fortuna, ci sono i rimedi” scrive don Tonino; si sono costituite le comunità braccianti, terreno fertile per curare in modo particolare l’impostazione cristiana dei problemi del mondo bracciantile, ma dove sono i sacerdoti?”.  

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