Don Tonino Bello: la scelta degli ultimi…segreto della sua santità
A colloquio con Don Enzo Zecca, Parroco a Ugento. A vent’anni dalla scomparsa… Ricordi e inediti di chi lo ha conosciuto da sacerdote.
ALLA SUA TOMBA COME AD UN SANTUARIO
In questi giorni ricorre il ventesimo anniversario dalla morte di don Tonino Bello, per il quale è in corso il processo di beatificazione. Un educatore, un parroco, un vescovo che con la sua vita ha dato ogni giorno e in tutti i modi, una grande testimonianza dei valori cristiani e primo tra tutti della carità di cui è viva espressione il servizio verso il prossimo e soprattutto verso gli ultimi, i poveri, gli emarginati, aprendo loro non solo il suo cuore ma anche la sua casa dando per primo l’esempio di cosa vuol dire accogliere e amare.
A loro non riservava però solo l’aiuto concreto e materiale, ma si impegnava anche a capire quali fossero i motivi che portano alla povertà per poter intervenire per tempo e possibilmente prevenirla per una questione di giustizia. Un’altra caratteristica era il rapporto che riusciva a costruire con chi incontrava, e che ritorna in tante testimonianze: dai suoi seminaristi, ai parrocchiani, ai collaboratori, e agli amici che in comune hanno avuto la fortuna di averlo conosciuto.
Riusciva con tutti a creare un rapporto unico ed esclusivo perché ognuno rappresentava per lui un volto di Cristo e tanto bastava a renderlo unico, speciale, parte di sé. Anche verso i giovani ha sempre riservato un’attenzione particolare, vivendo in mezzo a loro e trasmettendo l’amore verso Dio e verso l’uomo ma anche verso la conoscenza che riteneva uno dei mezzi importanti per essere liberi soprattutto in una terra che spesso ostacola la libertà.
Tra i tanti giovani che hanno avuto la gioia di conoscerlo, c’è la testimonianza di don Enzo Zecca, suo collaboratore per un giornale parrocchiale negli anni 60-70 e attualmente parroco a Torre San Giovanni di Ugento.
















