Pubblicato in: Dom, Apr 28th, 2013

Don Tonino Bello: la scelta degli ultimi…segreto della sua santità

A colloquio con Don Enzo Zecca, Parroco a Ugento. A vent’anni dalla scomparsa… Ricordi e inediti di chi lo ha conosciuto da sacerdote.

ALLA SUA TOMBA COME AD UN SANTUARIO

In questi giorni ricorre il ventesimo anniversario dalla morte di don To­nino Bello, per il quale è in corso il processo di beatificazione. Un edu­catore, un parroco, un vescovo che con la sua vita ha dato ogni giorno e in tutti i modi, una grande testimonianza dei valori cristiani e primo tra tutti della carità di cui è viva espressione il servi­zio verso il prossimo e soprattutto verso gli ultimi, i poveri, gli emarginati, apren­do loro non solo il suo cuore ma anche la sua casa dando per primo l’esempio di cosa vuol dire accogliere e amare.

A loro non riservava però solo l’aiuto concre­to e materiale, ma si impegnava anche a capire quali fossero i motivi che porta­no alla povertà per poter intervenire per tempo e possibilmente prevenirla per una questione di giustizia. Un’altra ca­ratteristica era il rapporto che riusciva a costruire con chi incontrava, e che ritor­na in tante testimonianze: dai suoi semi­naristi, ai parrocchiani, ai collaboratori, e agli amici che in comune hanno avuto la fortuna di averlo conosciuto.

bello

Riusciva con tutti a creare un rapporto unico ed esclusivo perché ognuno rappresentava per lui un volto di Cristo e tanto bastava a renderlo unico, speciale, parte di sé. Anche verso i giovani ha sempre riser­vato un’attenzione particolare, vivendo in mezzo a loro e trasmettendo l’amo­re verso Dio e verso l’uomo ma anche verso la conoscenza che riteneva uno dei mezzi importanti per essere liberi so­prattutto in una terra che spesso ostacola la libertà.

Tra i tanti giovani che hanno avuto la gioia di conoscerlo, c’è la testimonianza di don Enzo Zecca, suo collaboratore per un giornale parrocchiale negli anni 60-70 e attualmente parroco a Torre San Giovanni di Ugento. 

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