Pubblicato in: Dom, Apr 28th, 2013

Don Tonino Bello: la scelta degli ultimi…segreto della sua santità

LA MORTE A CAUSA DI UN TUMORE

LA CHIESA COL GREMBIULE E LA SUA CASA SEMPRE APERTA

Antonio Bello nasce ad Alessano in provincia di Lecce il 18 marzo 1935. E’ ordinato sacerdote nel 1957 e il 10 agosto 1982 viene eletto vescovo della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi (Ba) dal 1982 fino alla sua morte prematura a causa di un tumore il 20 aprile 1993.

Dal 1985 ricoprì la carica di presidente nazionale di Pax Christi; fu da allora un predicatore instancabile della Pace; colpì l’opi­nione pubblica con la sua marcia per la pace verso Sarajevo in pieno conflitto ed in uno stato di salute ormai reso precario dalla malattia.

MOLFETTA - Don Tonino Bello

Amava definirsi il “vescovo con il grembiule”, alludendo a quel gesto di amore servizievole che Gesù mostrò la sera del Gio­vedì santo lavando i piedi ai suoi discepoli; la sua vita fu tutta protesa al bisogno dei fratelli.

Il suo palazzo vescovile ospitava chiunque bussasse alla sua porta e con la sua vecchia utilitaria lo si poteva incontrare nei quartieri più poveri di Molfetta aiutando chiunque avesse biso­gno.

IL RICORDO DI MONS. BETTAZZI

MANDATO IN MEZZO ALLA GENTE IN MEZZO AI PIÙ POVERI

“Il Vaticano II è diventato per lui un punto di riferimento. Se pen­so alle costituzioni conciliari, don Tonino le ha vissute concre­tamente”. Così mons. Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, già presidente di Pax Christi, ricorda don Tonino Bello, nel 20° anniversario della sua morte. “Don Tonino era ‘mandato’ in mezzo alla gente, in mezzo ai più poveri, per far loro sentire la solidarietà, per essere solidale con i più umili e i più poveri.

don-tonino-bello

Don Tonino incarnava questi ideali nella vita di tutti i giorni che co­struiva sulla Parola di Dio che sentiva viva e operosa”, afferma mons. Bettazzi. “Don Tonino – aggiunge – sentiva la misericordia del Signore che lo spingeva ad essere al servizio degli ultimi. Don Tonino vedeva la Chiesa come Chiesa del grembiule, che deve essere accanto a coloro che più sono in difficoltà”. Perciò il presule sente “vicini don Tonino Bello, che fu criticato per que­sti atteggiamenti, e Francesco. Il Papa sta rivalutando questo atteggiamento di servizio e solidarietà”. 

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