Pubblicato in: Sab, Set 28th, 2013

Don Tonino… Uomo di Dio, Servo per Amore

A colloquio con il Dott. Piccinni, Presidente della Fondazione  “Don Tonino Bello” 

“LA SUA TESTIMONIANZA SI RIVELA SEMPRE PIÙ ATTUALE E COINVOLGENTE” 

Don Tonino continua a seminare semi di pace e traccia dal cielo, proprio come quando era sulla terra, la strada che porta a Gesù. Del Servo di Dio di Alessano e che già il popolo considera santo parliamo con il dottor Giancarlo Piccinni pre­sidente della Fondazione “don Tonino Bello”. Un viaggio per­sonale e collettivo che riecheg­gia nei ricordi di un uomo che lo ha conosciuto personalmen­te, e che ci tramanda la figura e l’amore sconfinato che ancora elargisce. 

Lei e la Fondazione come avete accolto la notizia del­la chiusura della fase dio­cesana del processo di ca­nonizzazione, così come ha annunciato qualche giorno fa il vescovo di Molfetta?

Noi abbiamo seguito, na­turalmente, questa fase dall’i­nizio, e percepiamo come la gente si rivolga già a don To­nino considerandolo e senten­dolo già santo. Raccogliamo tantissime considerazioni da parte di persone che sono in difficoltà o da parte di per­sone nella ricerca sofferta di una vocazione,o persone che vogliono in qualche modo in­contrare Dio, che vengono ad Alessano sulla sua tomba o che incontrano noi che siamo umili strumenti o ultime persone che hanno avuto la fortuna di cono­scerlo.

Personalmente sono stato suo alunno e, natural­mente, non ho mai dimenticato il mio periodo formativo anche perché ho avuto, tra l’altro, la fortuna di incontrarlo nel mo­mento in cui lui era vescovo e io studente di medicina e suc­cessivamente medico a Bari. Don Tonino è rimasto sempre un uomo semplice, oltre il dal suo ruolo,un uomo di fede, che si è mosso nella carità indipen­dentemente dall’essere prete o pastore e con la capacità di accogliere l’altro, di aprire le porte all’altro non soltanto per condividere una cena, un mo­mento, un affetto, una sofferen­za. In questo senso lui ricorda che è necessario partire dagli ultimi, che non significa di fat­to discriminare una persona da un’altra, ma ricordare che tutti gli uomini hanno sete di Asso­luto: lui in questo senso è stato ponte tra uomo e Dio.

giancarlo piccinni

Lei, oltre che presidente della Fondazione, è anche medico. Riguardo al proces­so di canonizzazione avete in qualche modo registrato eventi, segni particolari, mi­racoli segnalati per l’inter­cessione di don Tonino in questi anni?

Si, noi abbiamo ricevuto moltissime lettere e testimo­nianze che abbiamo successiva­mente indirizzato a chi di com­petenza dovrà poi analizzare il tutto. Io ho anche avuto modo di poter visionare alcune di queste documentazioni che sono state affidate direttamente e dico che esistono, sicuramente, anche da questo punto di vista dei margi­ni di studio per poterne analiz­zare degli aspetti.

Penso, aldilà di tutto, che anche siamo co­munque di fronte alla possibili­tà di superare anche questo tipo di barriera non soltanto perché sicuramente alcuni fenomeni saranno oggetto di studio e si verificherà eventualmente il cosiddetto miracolo, ma quello vero di don Tonino, a mio avvi­so, è che a distanza di vent’anni la sua profezia non soltanto è attuale, ma è sotto gli occhi di tutti in maniera tangibile. 

Dottore, ci parli del conve­gno che si terrà a Lecce.

Il convegno di Lecce è uno dei tanti momenti importanti, di dialogo tra religioni, uno strumento per raggiungere la pace nel mondo. È un momen­to in cui tornerò indietro negli anni quando noi non eravamo culturalmente abituati ad alcu­ni luoghi comuni. Quando don Tonino viveva a Molfetta, ospi­tò dei viandanti, che altrimenti (come le cose si intersecano!) avrebbero passato le notti nelle stazioni o magari abusivamen­te e sarebbero stati esposti a delinquere. Don Tonino li ac­colse in una casa di cui paga­va l’affitto e li accolse per un certo periodo.

Un giorno uno di questi inquilini andò a trovare il vescovo. In quell’occasione gli chiese di adibire una stan­za dell’appartamento a mo’ di moschea per pregare, proprio come aveva suggerito loro don Tonino “è bello che voi vogliate pregare, preghiamo insieme per la pace nel mondo”. Don Toni­no sapeva che non bisogna mai temere le persone che pregano, proprio come Papa Francesco che in questi giorni ha afferma­to come alcuni politici, temano le persone che dialogano con Dio. In questo modo,ha ricorda­to don Tonino, che suggeriva di pregare per la pace, in quanto essa non è soltanto un valore, un concetto, un’idea ma è la persona stessa che si identifica con Gesù Cristo.

Maria Rosaria Contaldo

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