Don Tonino… Uomo di Dio, Servo per Amore
A colloquio con il Dott. Piccinni, Presidente della Fondazione “Don Tonino Bello”
“LA SUA TESTIMONIANZA SI RIVELA SEMPRE PIÙ ATTUALE E COINVOLGENTE”
Don Tonino continua a seminare semi di pace e traccia dal cielo, proprio come quando era sulla terra, la strada che porta a Gesù. Del Servo di Dio di Alessano e che già il popolo considera santo parliamo con il dottor Giancarlo Piccinni presidente della Fondazione “don Tonino Bello”. Un viaggio personale e collettivo che riecheggia nei ricordi di un uomo che lo ha conosciuto personalmente, e che ci tramanda la figura e l’amore sconfinato che ancora elargisce.
Lei e la Fondazione come avete accolto la notizia della chiusura della fase diocesana del processo di canonizzazione, così come ha annunciato qualche giorno fa il vescovo di Molfetta?
Noi abbiamo seguito, naturalmente, questa fase dall’inizio, e percepiamo come la gente si rivolga già a don Tonino considerandolo e sentendolo già santo. Raccogliamo tantissime considerazioni da parte di persone che sono in difficoltà o da parte di persone nella ricerca sofferta di una vocazione,o persone che vogliono in qualche modo incontrare Dio, che vengono ad Alessano sulla sua tomba o che incontrano noi che siamo umili strumenti o ultime persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.
Personalmente sono stato suo alunno e, naturalmente, non ho mai dimenticato il mio periodo formativo anche perché ho avuto, tra l’altro, la fortuna di incontrarlo nel momento in cui lui era vescovo e io studente di medicina e successivamente medico a Bari. Don Tonino è rimasto sempre un uomo semplice, oltre il dal suo ruolo,un uomo di fede, che si è mosso nella carità indipendentemente dall’essere prete o pastore e con la capacità di accogliere l’altro, di aprire le porte all’altro non soltanto per condividere una cena, un momento, un affetto, una sofferenza. In questo senso lui ricorda che è necessario partire dagli ultimi, che non significa di fatto discriminare una persona da un’altra, ma ricordare che tutti gli uomini hanno sete di Assoluto: lui in questo senso è stato ponte tra uomo e Dio.
Lei, oltre che presidente della Fondazione, è anche medico. Riguardo al processo di canonizzazione avete in qualche modo registrato eventi, segni particolari, miracoli segnalati per l’intercessione di don Tonino in questi anni?
Si, noi abbiamo ricevuto moltissime lettere e testimonianze che abbiamo successivamente indirizzato a chi di competenza dovrà poi analizzare il tutto. Io ho anche avuto modo di poter visionare alcune di queste documentazioni che sono state affidate direttamente e dico che esistono, sicuramente, anche da questo punto di vista dei margini di studio per poterne analizzare degli aspetti.
Penso, aldilà di tutto, che anche siamo comunque di fronte alla possibilità di superare anche questo tipo di barriera non soltanto perché sicuramente alcuni fenomeni saranno oggetto di studio e si verificherà eventualmente il cosiddetto miracolo, ma quello vero di don Tonino, a mio avviso, è che a distanza di vent’anni la sua profezia non soltanto è attuale, ma è sotto gli occhi di tutti in maniera tangibile.
Dottore, ci parli del convegno che si terrà a Lecce.
Il convegno di Lecce è uno dei tanti momenti importanti, di dialogo tra religioni, uno strumento per raggiungere la pace nel mondo. È un momento in cui tornerò indietro negli anni quando noi non eravamo culturalmente abituati ad alcuni luoghi comuni. Quando don Tonino viveva a Molfetta, ospitò dei viandanti, che altrimenti (come le cose si intersecano!) avrebbero passato le notti nelle stazioni o magari abusivamente e sarebbero stati esposti a delinquere. Don Tonino li accolse in una casa di cui pagava l’affitto e li accolse per un certo periodo.
Un giorno uno di questi inquilini andò a trovare il vescovo. In quell’occasione gli chiese di adibire una stanza dell’appartamento a mo’ di moschea per pregare, proprio come aveva suggerito loro don Tonino “è bello che voi vogliate pregare, preghiamo insieme per la pace nel mondo”. Don Tonino sapeva che non bisogna mai temere le persone che pregano, proprio come Papa Francesco che in questi giorni ha affermato come alcuni politici, temano le persone che dialogano con Dio. In questo modo,ha ricordato don Tonino, che suggeriva di pregare per la pace, in quanto essa non è soltanto un valore, un concetto, un’idea ma è la persona stessa che si identifica con Gesù Cristo.
Maria Rosaria Contaldo
















